Gianpiero Della Zuanna, Corriere della Sera 3/11/2011, 3 novembre 2011
La notizia più cliccata di ieri mattina, nel sito della Bbc, era la risposta alla domanda: «Sette miliardi sulla Terra, qual è il tuo numero?»
La notizia più cliccata di ieri mattina, nel sito della Bbc, era la risposta alla domanda: «Sette miliardi sulla Terra, qual è il tuo numero?». Inserendo una data, appare un grafico che mostra la posizione di chi è nato in quel giorno, mese e anno nel contatore che scandisce l’inesorabile aumento della popolazione. Questi dati e queste procedure di calcolo hanno conquistato l’onore della cronaca in questi giorni, assieme alla notizia dell’arrivo di Mister o Miss Sette Miliardi. Quando Diego Armano Maradona è nato, cinquantuno anni fa, era l’individuo numero 3.057.099.650. Il suo erede, Lionel Messi, nato nel 1987, era il numero 5.034.057.792, mentre il goleador del futuro, nato oggi 3 novembre 2011, è il numero 6.997.917.075. Curiosamente, infatti, la Bbc calcola per oggi due milioni di persone in meno rispetto ai sette miliardi proclamati dalla stampa di tutto il mondo, nonostante i dati siano basati sui calcoli e sulle proiezioni della Population Division delle Nazioni Unite, che da più di cinquant’anni produce buone statistiche sulla popolazione mondiale, e costruisce modelli che prevedono la popolazione dei decenni successivi. Queste previsioni sono le ultime di una lunga serie, iniziata agli albori della demografia. Le prime complete per l’Italia risalgono al 1931, quando i grandi statistici Corrado Gini e Bruno De Finetti previdero la popolazione italiana dei decenni successivi, utilizzando ingegnosi metodi di proiezione delle tendenze in atto supponendo — correttamente — che l’Italia avrebbe seguito con qualche anno di ritardo le tendenze dei Paesi più avanzati. Al di là del giochino numerico, il grafico della Bbc mostra con chiarezza il rapido incremento della popolazione del mondo, iniziato nel XIX secolo e non ancora concluso. I calcoli per il passato sono del tutto attendibili: in poco più di una generazione, fra il 1960 e il 2011, la popolazione della terra è più che raddoppiata. Questo dato può indurre timori sia per il presente che per la sostenibilità della crescita futura. Ma sono paure poco fondate. La Fao ha calcolato che nello stesso periodo il cibo disponibile pro capite è aumentato del 30%, continuando senza interruzioni una tendenza in atto dall’inizio dell’800. L’umanità — nella pratica — è stata in grado di sostenere la sua crescita numerica, grazie all’aumento delle rese agricole. Oggi in Italia un ettaro rende cento quintali di granoturco, mentre nel 1861 ne rendeva appena nove. Se ancora oggi, come in Somalia, ci sono carestie il problema sta nella distribuzione, non nella produzione del cibo. Inoltre, la crescita della popolazione sta diminuendo di intensità. Secondo le stime delle Nazioni Unite, raggiungeremo gli otto miliardi nel 2025, i nove nel 2045, i dieci attorno nel 2080, quando 300 anni di trionfante crescita numerica dovrebbero concludersi. Sono previsioni che sembrano attendibili, anzi forse la crescita rallenterà ancora più rapidamente, perché già oggi nella grande maggioranza dei Paesi nascono meno di tre figli per donna, e in 95 Paesi meno di due figli per donna. In Iran e in Tunisia le giovani famiglie sono meno numerose che in Francia. Il sito della Bbc mostra che ognuno di noi ha contribuito alla grande crescita numerica dell’umanità. Ma si tratta di una fase storica che si avvia ormai alla sua conclusione.