ROSA FUMETTO , la Repubblica 30/10/2011, 30 ottobre 2011
QUEL PALCO MI INSEGNÒ CHE LA SEDUZIONE È NELLA MENTE
Ho esordito al Crazy Horse a ventun anni, nel 1968: epoca in cui a Parigi il nudo era dappertutto. Il Crazy gli ha dato un colpo di coda, la giusta pennellata: ha saputo cavalcare un momento di cambiamento, quello dell´emancipazione femminile. Di cui sono stata, nel mio piccolo, un emblema. Ero del tutto fuori canone, rispetto ai criteri correnti di bellezza superlativa. Piccolina, caschetto nero, niente unghie lunghe: mi chiamavano "Mowgli della Giungla". Per dieci anni ho messo in scena una bambola. Ritrosa, come io sono: non posso dire pudica, data la mia specialità. Lontana dalla frivola avvenenza che esonera da fantasie il maschio (specie quello italiano), corrispondevo in pieno alla "filosofia" del patron Alain Bernardin: la seduzione intesa come esercizio intellettuale, il nudo come stile mentale, che non s´accontenta delle curve ma le iscrive in un modo di vederle e metterle in scena.
Al Crazy non c´era uno standard di donna. Bernardin lasciava che ognuna di noi fosse se stessa. In quel microcosmo di femminilità diverse ognuna usciva vincente: provava il piacere di essere donna. Meglio che femminista. Ripensandoci, ho avuto culo. Anzi, ho il culo che mi merito: in sintonia con schiena ritta e bella tenuta fisica, tipiche d´uno spirito dominante, d´un temperamento deciso. Avete mai visto una donna senza carattere dotata d´un bel posteriore?