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 2011  ottobre 30 Domenica calendario

TORNA IL SENATORE DELLA MORTADELLA IN AULA "DA VERGOGNA NAZIONALE A TIFOSO DI FINI"

Tra qualche giorno Nino Strano, l´esteta della mortadella, rientrerà in Senato. Subentra al sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, al quale la Corte costituzionale ha chiesto di scegliere tra Palazzo Madama e il municipio dell´Etna.
«Subentro a un uomo di poca consistenza, ricco di una umanità eventuale. Nutro pietà per le stampe appese alle pareti della sua casa. Dio lo perdoni»
Lei invece.
«Come sa sono un futurista assai classicheggiante».
Esteta fottuto, amico di travestiti, troie e gay.
«Il mio segno dadaista racconta la densità di una esistenza piena, la ricerca della radice del piacere, la curiosità integra e altezzosa. Amo le donne ma i miei amici vivono spesso il contagio trasgressivo».
Esteta della mortadella.
«Divenni la vergogna nazionale e forse tale rimarrò nella visione deviata di una Nazione il cui potere si esercita al ritmo di una fellatio. Questo è il nostro tempo».
A Palazzo Madama rese la sua bocca lorda di mortazza, e volle farsi colare uno spumantino fin nelle mutande per salutare la fine del governo Prodi.
«Esultavo smodatamente».
Smodatamente, per finirla qui.
«Senza eleganza. Tratto al quale lego ogni azione e ogni visione della mia vita. Sa cosa sto leggendo?».
Chissà... Bukowski?
«Lei, caro amico, conosce il senso delle cose a cui do valore».
Me l´aveva detto prima.
«Bukowski è un grandissimo».
Ricordo la frustrata che subì da Berlusconi e Fini per quell´atto incivile.
«Berlusconi? Poveretto, ma sì... decise che non ero eleggibile. Decise che dovevo pagare l´onta dell´offesa alle Istituzioni».
Quella faccia macchiata dal lardo.
«Sbagliai maledettamente».
Dovette scusarsi.
«Presentai a tutti, compreso il capo dello Stato, il mio vivo rammarico. Il mio animo subì una pena infinita perché conosce unicamente la dolcezza».
Lei urlò anche checca! a un collega senatore.
«Anche lì usai un vocabolario che non mi appartiene. Forse perché provocato».
È fuori dal Pdl.
«Un amico che diviene ex non è mai stato amico. Non mi dolgo per essere stato storpiato come uomo e aver riassunto il senso della vergogna nazionale».
Ma con Berlusconi nemmeno un caffè.
«Poveri noi, e povera Italia. Io sono amico di Fini».
Stancanelli, colui che le dona il seggio, è invece amico di Berlusconi.
«E io adesso ho solo Fini nel cuor».
Cuor.
«Cuooor!».