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 2011  novembre 01 Martedì calendario

Santoro: “Servizio pubblico” contro la tv che fa schifo - Posta la prima pietra con una sottoscrizione da un milione di euro, Michele Santoro prepara l’«assalto alla casta»

Santoro: “Servizio pubblico” contro la tv che fa schifo - Posta la prima pietra con una sottoscrizione da un milione di euro, Michele Santoro prepara l’«assalto alla casta». Tutti i giovedì, come per Annozero , ma non più sulla Rai. Altrove, in una selva di reti locali, piattaforme satellitari (Sky) e sul web. «Di certo - spiega Santoro - il territorio nazionale sarà tutto coperto», a dimostrazione che sul Servizio pubblico (si chiama così anche la sua trasmissione) «non esiste nessuna esclusiva». Al punto, sostiene il giornalista che d’ora in avanti, il giovedì (si parte il 3 novembre) «sarà una giornata di sciopero», contro «la tv che va in onda e che ci fa schifo...». Insomma, spiega Santoro ogni settimana «sarà uno schiaffo al potere che ha voluto una tv realizzata a sua immagine e somiglianza». Una tv , spiega il conduttore, dalla quale sono «andato via per evitare una continua guerra di resistenza». Ora la «resistenza» si è trasformata in Servizio Pubblico : con Vauro, Travaglio e Ruotolo. Insomma, stesso direttore d’orchestra, stessi orchestrali. Ma avverte il Michele nazionale, «il mio programma non avrà l’aspetto di un programma minore: sarà povero, ma artisticamente bello». Tra tubi innocenti e torri, così apparirà la scenografia, «sarà una tv che sale sulla gru, come hanno fatto tanti operai per far sentire la loro voce». Insomma, è a loro che Servizio pubblico si rivolge, ma anche e, soprattutto, alla politica nel suo insieme. «Non contro Berlusconi», la cui fase, spiega il giornalista, «per me è al finale di partita... già archiviata», ma contro tutto il potere. Insomma, «vogliamo capire se Vendola ha più chance di Renzi e se i due hanno più possibilità di Bersani». Una televisione, dunque, per dirla alla Santoro che rappresenterà una sorta di «scelta di disordine culturale», dove da facebook giungeranno in tempo reali sondaggi e opinioni. Con la «Balla della settimana» a cura di Travaglio, le vignette di Vauro, (Santoro promette per giovedì 3 novembre una sorpresa in apertura del vignettista) e gli ospiti in studio: Della Valle e De Magistris per cominciare. «Se avremo successo - sostiene saremo di fronte a un colossale sciopero dei telespettatori italiani...». Certo il nuovo corso santoriano non risparmia critiche a nessuno: prende di mira il governo come l’opposizione, parla di censura, critica le scelte della Rai, «non è un problema se non hai Santoro o la Dandini, ma devi sapere cosa mettere al loro posto...»; punzecchia nuovamente il presidente di Viale Mazzini, Paolo Garimberti, e ne ha pure pure il giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi e la «sua» manifestazione alla stazione Leopolda: «Non ho mai visto Obama andare in giro con i frigoriferi. Ecco vedremo se dopo i frigoriferi quelli nuovi si occuperanno anche di televisione...». E già, argomenta, il papà di Annozero , perché «se quelli che arrivano hanno fatto i reality, allora...». Insomma, la tv è sempre il primo pensiero di Santoro. Guarda al futuro e per questa ragione solennemente promette: «Noi parteciperemo a queste primarie... insomma, si dovranno confrontare anche con noi». Quindi, il programma. Primo tema: la casta. Con l’imprenditore Diego Della Valle, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e soprattutto, «Lavitola in collegamento - spiega Santoro - senza poter dire da dove, che ci spiegherà i nuovi criteri per rinnovare la classe dirigente». Riuscirà anche stavolta Santoro nell’impresa? Chissà. Certo, «se son numeri che superano il milioni», spiega, «allora saranno molto interessanti». Di fatto, sottolinea, «il sistema della tv generalista crolla e cerca di impedire che cose nuove si sviluppino. C’è una sola ragione - insiste Santoro - per cui Mediaset sta sul mercato: la sua capacità di produrre alti profitti. Dobbiamo tenere ancora questo al centro del sistema?».