2 novembre 2011
E ora la mostra si può visitare con il Telepass - Fare la fila è democratico, ma non piace a nessuno
E ora la mostra si può visitare con il Telepass - Fare la fila è democratico, ma non piace a nessuno. E il trucco per «sfilarsi» c’è. Molti ricordano ancora il mega-biglietto (20 euro) pagato l’anno scorso per vedere Caravaggio alle Scuderie del Quirinale, con annesso tour del centro storico in trambus. Ore di attesa risparmiate. C’è chi ha capito che quello di saltare la coda e prendere una scorciatoia può essere un simpatico business, oltre che un servizio molto gradito. L’hanno sperimentato da agosto a Firenze dove la Keyfast ha distribuito duemila «priority pass» che somigliano alle tessere delle discoteche vip e permettono di visitare il Duomo (ma anche cupola, cripta, campanile, battistero e museo dell’Opera) saltando la fila con accessi dedicati. Per Santa Maria del Fiore non si paga, ma le code sono estenuanti - ogni giorno entrano circa 22 duemila turisti - e con sette euro si dribblano il sole e la pioggia. Il «telepass» non è una prenotazione né un biglietto. Semplicemente si entra nella Cattedrale dall’uscita, sul lato sud, proprio accanto all’ingresso del campanile. Il sistema ha funzionato e ora si può considerare operativo. Saltare la coda fa tendenza, fa viaggiatore consapevole. E la formula della visita guidata resta la soluzione migliore per bypassare la folla. Vale per il Cenacolo di Leonardo e la Pinacoteca di Brera a Milano, per il Colosseo a Roma e Palazzo Ducale a Venezia. Ci sono varie opzioni, dalle prenotazioni on line ai numeri verdi, e l’invito a risparmiare tempo e stress è diventato un tormentone. «Non fare la fila!», invita Museumticket. «Evita lunghe attese davanti alla biglietteria. Prenota. Scegli il giorno e l’ora». In effetti, agli Uffizi di Firenze, il museo più frequentato d’Italia, con un milione e mezzo di presenze l’anno è sensato programmare e vietato decidere d’impulso. Anche perché ci sono periodi (feste, ponti) che registrano il tutto esaurito. Stesso discorso per le grandi mostre. In questo momento alle scuderie del Quirinale ci sono Filippino Lippi e Botticelli e anche se in due non fanno (in termini emotivi) un Caravaggio, è meglio tirar fuori un euro e mezzo di prenotazione per entrare subito. Mentre ce ne vogliono 4 (ben spesi) per i Musei Vaticani, dove l’attesa è un vero purgatorio. E il pacchetto che comprende il classico tour si chiama «Salta la fila». Molti possessori di iPhone e iPad hanno l’app che permette di prenotare e acquistare i biglietti ottenendo in cambio un codice a barre che consente un ingresso rapido (purché non ci siano disconnessioni). Poi ci sono opportunità più casalinghe. A Milano, a Palazzo Reale, Arengario, Palazzo della Ragione, Rotonda della Besana, Museo del Novecento, chi porta con sé un bambino, speranza per il futuro della cultura, non fa coda. In casi estremi se ne può chiedere uno in prestito agli amici. Funziona.