ALESSANDRO URSIC, La Stampa 1/11/2011, 1 novembre 2011
Bebè del record: è gara tra India e Filippine - È una femmina, è asiatica ed è stata circondata dalle telecamere ieri appena venuta al mondo, per merito suo mai stato così affollato
Bebè del record: è gara tra India e Filippine - È una femmina, è asiatica ed è stata circondata dalle telecamere ieri appena venuta al mondo, per merito suo mai stato così affollato. Ma su chi sia la «baby sette miliardi», Filippine e India hanno idee diverse: mentre a Manila l’Onu ha conferito il simbolico primato alla piccola Danica May Camacho, nello Stato indiano dell’Uttar Pradesh una Ong locale ha fatto lo stesso con Nargis Kumar, scelta per sottolineare il dramma dell’aborto selettivo nel secondo Paese più popoloso al mondo. Le Nazioni Unite hanno calcolato che la soglia dei sette miliardi di abitanti sarebbe stata raggiunta ieri, identificando nelle Filippine il luogo in cui celebrare l’evento. Nata prematura di un mese (e due minuti prima della mezzanotte), la filippina Danica è stata festeggiata da alcuni funzionari dell’Onu in persona e anche alla presenza dell’ormai tredicenne «baby sei miliardi», anche lei filippina. Al di là delle convenzioni numeriche, per la famiglia Camacho – il cui unico reddito viene dal lavoro saltuario del padre autista – la nascita della loro secondogenita è davvero una soddisfazione: per il suo «record» la bimba ha ricevuto una borsa di studio e i genitori una somma sufficiente ad aprire un negozio. In India, la piccola Nargis è solo una dei 51 bambini che nascono ogni minuto nel Paese. Undici di questi vengono alla luce nell’Uttar Pradesh, con 200 milioni di persone. Proprio perché nata nella campagna dello Stato indiano più popoloso da una famiglia come tante (papà calzolaio e mamma casalinga), Nargis è stata accolta come «baby sette miliardi» dall’Ong Plan India, impegnata nella difesa dei diritti dei minori e nella lotta all’aborto selettivo, che nel Paese contribuisce a una distorsione di 893 femmine per ogni mille nascite di maschi. Assieme a Nargis, l’organizzazione ha identificato altre sei neonate che saranno sostenute per un periodo di sette anni, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Celebrazioni a parte, da un punto di vista globale Danica e Nargis sono solo due del mezzo milione di bambini nati ieri, come ogni giorno nel mondo. Numeri che contribuiscono all’impressionante crescita della popolazione negli ultimi due secoli. Dopo il primo miliardo raggiunto nel 1804, si è passati ai due del 1927. Da lì è stata un’impennata: abbiamo scalato i gradini dei miliardi successivi nel 1959, 1975, 1987 e 1998, per arrivare infine al traguardo di ieri. Secondo l’Onu, di questo passo arriveremo a quota otto miliardi nel 2025 e a dieci nel 2083. La preoccupazione di molti esperti è che ciò porti a troppe bocche da sfamare, per un pianeta le cui risorse sono già oggi supersfruttate. Si calcola che nel 2025 il consumo d’acqua nei Paesi in via di sviluppo sarà il doppio rispetto al 2007, e che per nutrire i 9 miliardi di persone previsti alla metà di questo secolo la produzione di cibo dovrà essere cresciuta del 70 per cento. La sfida sarà trovare nuove terre coltivabili in un mondo sempre più affollato, mentre l’aumento della produttività agricola dà già segni di rallentamento. Il tutto con l’ostacolo del riscaldamento globale causato dalle emissioni inquinanti. Le due bambine sotto i riflettori ieri sono il simbolo di due Paesi in cui la sovrappopolazione è evidente. L’India conta oggi 1,2 miliardi di persone e nel prossimo decennio si avvia a superare la Cina – frenata dalla politica del figlio unico – come nazione con più abitanti al mondo; le Filippine, con una superficie simile all’Italia ma 37 milioni di abitanti in più (94 milioni in totale),sono al 12˚ posto in questa graduatoria. È probabile però che nel 2025, quando si celebrerà il bebè numero otto miliardi, per celebrare l’evento si guarderà altrove: dei 2,3 miliardi di abitanti che il mondo aggiungerà da qui al 2050, si calcola, la metà nascerà in Africa.