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 2011  novembre 01 Martedì calendario

LE TRUFFE ERODONO IL 2,1% DEI RICAVI

Alcuni casi recenti, i contratti manipolati per 2,3 miliardi di dollari dal trader ghanese di Ubs o gli attacchi informatici alle banche dati della Sony, sono saliti agli onori della cronaca per la rilevanza delle perdite subite dalle società. Ma quello delle truffe è un fenomeno largamente condiviso dalla gran parte delle aziende a livello mondiale e che, nell’ultimo anno, ha inciso in media per il 2,1% sui loro ricavi. Il dato è stimato nel "Fraud report 2011" elaborato dalla Kroll, la società di consulenza per la sicurezza aziendale, assieme alla Intelligence Unit del settimanale britannico Economist. Lo studio, frutto di un’indagine capionaria che ha coinvolto 1200 aziende in tutto il mondo, ha rilevato che la magnitudo del fenomeno non è uguale per tutti. Il 18% delle imprese interpellate hanno perso nell’ultimo anno più del 4% dei loro ricavi, una percentuale che sale ad oltre il 10% per 53 aziende del campione.

Rispetto all’anno precedente - fa presente Marianna Vintiadis, responsabile della Kroll in Italia, commentando le anticipazioni - la percentuale di truffe mostra «un leggero declino» ma sono in aumento, in percentuale, i comportamenti scorretti che colpiscono le aziende dall’interno, ad opera di dipendenti o manager infedeli. Anche per le truffe, insomma, è il "fuoco amico" che fa le maggiori vittime. E in questo aggregato sono spesso le scorrettezze del management a causare i danni più seri. I sistemi di controllo aziendali rendono la vita difficile ai tentavi fraudolenti più elementari messi in opera dai dipendenti ma - spiega ancora Vintiadis - le aziende sono più vulnerabili da truffe sofisticate tentate proprio da chi riesce a manovrare le leve di governo ed i controlli interni.

Dal report 2011 non trova conferma la tesi che in tempi di crisi il numero di frodi è destinato ad aumentare. È una correlazione che gli analisti della Kroll avevamo riscontrato nel 2008, all’inizio della crisi mondiale, ma probabilmente la stessa durata del turmoil finanziario rende quel nesso apparentemente meno rigido. «Naturalmente le risultanze sono relative a truffe che sono state scoperte. Ma ve n’è un certo numero che non appaiono e può darsi che il loro numero cresca perchè la crisi spinge le imprese a ridurre le risorse aziendali anche quelle che si occupano dei controlli interni». Lo sviluppo della tecnologia ha favorito, negli ultimi anni, lo sviluppo dei cybercrime e, soprattutto, la loro velocità di esecuzione. Spesso bastano pochi secondi a scardinare le difese delle aziende come dimostrano proprio i casi recenti di truffe finanziarie e gli attacchi alla banche dati.