Emanuele Scarci, Il Sole 24 Ore 1/11/2011, 1 novembre 2011
INFLAZIONE AI MASSIMI DAL 2008
Autunno amaro per l’Italia: aumentano i disoccupati, calano gli occupati mentre la febbre dei prezzi spinge l’inflazione al consumo al massimo dal 2008: +3,4%. Per l’occupazione la riapertura di settembre di fabbriche e uffici ha coinciso, secondo l’Istat, con un calo, sul mese precedente, di 86mila buste paga (-0,4%) a 22,911 milioni. Sempre a settembre, il tasso di disoccupazione è salito dall’8 all’8,3%, sia rispetto ad agosto che all’anno precedente. Più marcata la crescita della disoccupazione giovanile nell’arco di un solo mese: +1,3% a 29,3 per cento.
Altrettanto sorprendente, su base mensile, il balzo dell’inflazione a ottobre: una resa dei conti che somma il recente ritocco dell’Iva dal 20 all’21%, la coda degli aumenti differiti delle materie prime, dei beni energetici e dell’aumento delle accise. Il termometro dei prezzi segna le escursioni più violente per tabacchi e alcolici, energia, abbigliamento e calzature; più contenute per trasporti, mobili, alberghi e ristorazione; nessuna categoria merceologica segna un raffreddamento.
«Il balzo dell’inflazione – osserva Mario Deaglio, docente di economia internazionale all’università di Torino – è stato determinato, almeno in parte, per decreto, con l’aumento dell’Iva. E in pochi casi i produttori hanno potuto accollarsi l’aumento. Non sono convinto che nei prossimi mesi l’inflazione scenda. Di certo però, dopo la spremitura fiscale, al paziente andrà somministrato il ricostituente altrimenti l’economia collassa». Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio «gli effetti sistemici innescati dall’incremento dei prodotti energetici smentiscono le ipotesi che il sistema produttivo potesse tenere su di sé l’incremento dell’imposizione indiretta. Infatti, la ridotta marginalità dell’imprese di produzione e distribuzione dopo la recessione 2008/2009 ha costretto le filiere a traslare in avanti l’aumento dell’Iva».
«L’inflazione – osserva Mario Resca presidente di Confimprese, l’associazione del commercio moderno e del franchising – brucia il potere d’acquisto delle famiglie. Tra aumenti dei prezzi dovuti per la manovra e rincari ingiustificati si deprimono i consumi. Questi ultimi però si possono incentivare non solo con i bonus ma anche rendendo più flessibile il sistema commerciale. E con la liberalizzazione degli orari di apertura, come promesso dal Governo nella lettera all’Unione europea, si impatta positivamente anche sull’occupazione».
In dettaglio, secondo l’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra a ottobre un aumento dello 0,6% rispetto a settembre e del 3,4% nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente (era 3% a settembre). L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,7 per cento.
Coldiretti segnala che «l’aumento dei prezzi al consumo del 4,8% su base congiunturale per gli ortaggi è del tutto ingiustificato perchè non sono stati toccati dall’aumento dell’Iva. Anzi i prezzi alla produzione, a settembre, hanno fatto registrare una calo del 10,6% in termini congiunturali». Giuseppe Politi, presidente della Confederazione italiana agricoltori, osserva che «con un’inflazione così alta ora c’è il concreto rischio che questa impennata possa tradursi in un ulteriore calo dell’1,5% dei consumi alimentari, già al palo da più di un anno».
E nei prossimi mesi l’inflazione è destinata a crescere ancora? L’Ufficio studi di Confcommercio non prevede incrementi significativi dei prezzi al consumo per la fine dell’anno e stima che l’inflazione dovrebbe risultare intorno al 2,7% dell’attuale dato acquisito. Gli analisti di Unicredit prevedono addirittura che nell’aprile del 2012 l’inflazione cali sotto il 2%. Alcuni economisti non escludono ulteriori inasprimenti fiscali a beneficio del bilancio pubblico e degli enti locali. Deaglio si mostra cauto. «Spremere troppo il limone – conclude – non è consigliabile. Gli effetti potrebbero risultare nulli o addirittura controproducenti. I redditi delle famiglie non si possono più toccare, si deve mettere mano a una patrimoniale».