Annamaria Piacentini, Libero 1/11/2011, 1 novembre 2011
«FACCIO RIDERE TUTTI TRANNE BRUNO VESPA»
Striscia la notizia, il tg satirico di Antonio Ricci condotto da Ezio Greggio e Enzo Iacchetti è diventato un riferimento importante per tutti gli italiani. La sua ironia pungente non risparmia nessuno. Per la politica è un momento caldo e al Bruno Vespa di Striscia (Giampaolo Fabrizio) non sfugge nulla. Nella piazza di Montecitorio sosta da otto anni per intere giornate con il suo ventennale amico, il regista Luigi Taccone, pronto a “picchia - re” a destra e a sinistra. «Mi sento un domatore da strada », dice l’attore, «i politici contorsionisti sono i miei nuovi Mostri. Due ore di trucco e divento Bruno Vespa. Venghino, venghino signori, il circo è aperto». E dopo il suo “saaaaalve...” si salvi chi può. Fabrizio, lei ha recitato in teatro con grandi personaggi tra cui Pupella Maggio e Stefano Satta Flores. Ha fatto cinema e tv. Ma la notorietà è arrivata con Striscia. Chi l’ha segnalata a Ricci? «Staffelli mi ha scritto un sms: guarda che ti chiamerà Ricci. Ed è cominciata una nuova fortunatissima carriera». Nel programma di cose ne dice... «Anche Bruno Vespa lo fa. Per la sua lingua lunga è soprannominato “red carpet”». Ci parli dell’incontro del 2006, prima dello scontro politico dove Berlusconi e Prodi si giocavano la presidenza. Perché avvicinò prima Berlusconi? «Fini aveva dichiarato che quando era giovane uno spinello se lo era fatto. Fui molto fortunato ad incontrare Silvio Berlusconi per consegnargli uno “spinellone” fatto di carta. Gli dissi: lei vende fumo agli italiani e Fini lo consuma. Nonostante la battuta non si incavolò. Anzi fu molto gentile. Si fece una risata e rispose: ecco cosa significa allevare in casa gli autori di sinistra. Si comportò da vero leader». Non aggiunse niente altro? «Sì: “Io non ho mai fumato spinelli, da giovane ho sempre studiato e lavorato. Questo spinello, lo porti a Prodi”. Prima di riconsegnarmelo, in pochi minuti scrisse su un lato una frase: caro Romano, in mancanza di un programma, consolati con questo spinello di carta». In seguito, lo consegnò a Prodi? «Era l’occasione giusta per incontrarlo. Questo glielo manda Berlusconi, gli dissi, ma Prodi lo rifiutò: “Non lo voglio”, disse, “non mi fido”». Che differenze caratteriali ha trovato tra Prodi e Berlusconi? «Berlusconi è più estroverso, “ . D’Alema, l’uomo che vola a spese altrui. Pannella è l’uo - mo cannone, Luxuria, la donna... con il cannone. Renzi il lanciatore di coltelli e Bersani il suo bersaglio preferito». Anche con la Santanchè ha avuto incontri ravvicinati? «L’ho definita la donna al polistirolo ». Lo ammetta: è una gran bella donna! «È anche affascinante, intelligente e di grande spirito. “Mi chiami pure la donna di plastica”, mi ha risposto ridendo, “tanto non me la prendo”. Gli scambi sono sempre formidabili ». Bruno Vespa non si è mai lamentato con lei? «No, ma non credo che si diverta per quello che faccio. L’ho incontrato nel backstage del Premio Regia Televisiva. Ero truccato come nel programma. Tutti e due indossavamo un abito blu, una camicia bianca e una cravatta rosa. Era sorpreso quando mi ha detto: “Ma siamo vestiti uguali...”. Gli ho risposto: “Perché, anche lei indossa il reggicalze?”. Però devo ammettere che la cravatta rosa l’ha lanciata lui, e Fini l’ha copiata ». In tutto questo trova il tempo anche per fare l’attore. Nell’ultimo film che ha girato, Mozzarella story, ironia della sorte, era il maggior proprietario di bufale. Il film è stato apprezzato anche all’estero. «Infatti sta debuttando a San Paolo del Brasile. E ora ci vogliono i russi. Mi hanno contattato anche per un nuovo progetto». All’estero? «No. Rimango a Striscia. Qui stiamo sempre con la penna in mano. L’altro giorno abbiamo dovuto riscrivere tutto. Lega e Futuro e Libertà sono venuti alle mani in aula. Ormai sono tutti obiettivi sensibili. E per un domatore da strada come me è il massimo ».