Marco A. Capisani, Italia Oggi 1/11/2011, 1 novembre 2011
SERVIZIO PUBBLICO VALE 7 MILIONI
Altro che «Anno zero dei poveri», la nuova trasmissione Servizio pubblico di Michele Santoro sale sulla gru per far sentire la propria voce, un po’ come «hanno fatto gli operai per protestare» secondo le parole stesse del presentatore. A differenza loro, però, Santoro ha dalla sua un programma con 26 puntate in calendario (il nome iniziale era Comizi d’amore), di cui otto in scaletta fino alla fine dell’anno.
A queste se ne potranno aggiungere, poi, altre in occasioni di eventi speciali. Zerostudio, società che edita il format tv, prevede un fatturato di 7 milioni di euro, comprendendo anche la gestione televisiva del sito www.serviziopubblico.it. In onda sul network di tv areali legate alla concessionaria Publishare (tra cui Telelombardia, Telcapri e Telenorba), sul canale SkyTg24 e sui siti web del Fatto quotidiano (www.ilfattoquotidiano.it), Corriere della sera (www.corriere.it) e di Repubblica (www.repubblica.it) oltre che in fm su Radio Capital, il minimo garantito di entrate a puntata è di 110 mila, assicurati dalle emittenti regionali. Le sottoscrizioni da parte dei privati sono state circa 93 mila, per un totale di quasi un milione di euro.
Santoro partirà dopodomani, alle 21 (fino alle 24) ogni giovedì, dedicando la prima puntata a «scassare la casta». In studio ci saranno l’imprenditore Diego Della Valle e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. In redazione e in video anche Sandro Ruotolo. Su Telenorba e le reti del gruppo pugliese, in particolare, il talk show sarà introdotto da Stasera Santoro, condotto da Stefania Rotolo, format di 30 minuti che andrà in onda anche a chiusura di Servizio pubblico, per altri trenta minuti. La trasmissione di Santoro inizierà invece con Vauro e Marco Travaglio che racconterà la «balla della settimana», per poi tornare con un intervento «più narrativo» alla fine di ogni puntata. A Giulia Innocenzi va il compito di seguire in tempo reale commenti e i risultati del sondaggio collegato alla discussione nello studio di Cinecittà e lanciato sul social network Facebook. Tra il sito di Servizio pubblico (che andrà a regime dopodomani) e YouTube le visualizzazioni sono già, rispettivamente, un milione e 500 mila.
«Bisogna iniziare a usare il telecomando come internet», ha dichiarato ieri a Roma Santoro, in occasione della presentazione della trasmissione. «Da giovedì inizia lo sciopero contro la tv omologata, perché la tv che va in onda ci fa schifo. Ci sono anche delle cose buone, ma le uniche che sono senza diritto di cittadinanza son proprio quelle che il cittadino cerca. Il servizio pubblico, inteso come tv pubblica, non è uno e indivisibile. Ci sono moltissime persone insoddisfatte e la Rai è già stata divisa fino all’ennesima particella». Timore di perdere ascolti nel passaggio da Viale Mazzini alle tv regionali? «No, noi siamo multipiattaforma», ha risposto il presentatore-imprenditore. «Contiamo su internet. Non perderemo ascolti come Serena Dandini», che passa dalla Rai a La7. Polemico con il canale di Telecom Italia Media, con cui è saltato l’accordo? «Non voglio polemizzare, ma io proprio non avrei potuto firmare quel contratto».
Intanto, comunque, la tv pubblica sta pensando di controprogrammare la nuova trasmissione di Giuliano Ferrara nello stesso spazio che era di Annozero il giovedì, e «io accetto la sfida», ha concluso Santoro. «Ferrara immagina di entrare nella città a bordo di un carro armato, noi dobbiamo combattere invece con le fionde, quindi in maniera intelligente», per sottolineare la disparità di mezzi a disposizione.