Antonio Calitri, Italia Oggi 1/11/2011, 1 novembre 2011
PUGLIA, CASTA AI RIPARI
I peones del consiglio regionale pugliese tremano per la prossima partenza di Nichi Vendola verso Roma e soprattutto per il successivo ritorno alle urne. E sono al lavoro, in formazione trasversale, per una proposta di legge che modifichi lo statuto e permetta loro di finire la legislatura assegnando la guida dell’ente al vice presidente.
I consiglieri della regione Puglia eletti nel 2010 sono preoccupatissimi.
Non tanto perché il loro mai completamente amato governatore, possa vincere davvero le primarie e successivamente le politiche conquistando palazzo Chigi. Molto peggiore per molti dei 70 consiglieri eletti soltanto un anno e mezzo fa, sarebbe la decadenza dalla carica con la perdita di tre anni e mezzo di stipendio e altre prerogative del ruolo, oltre all’impossibilità di maturare il vitalizio.
Senza considerare poi, andando verso la riduzione del numero dei consiglieri, che gli attuali 70 dovrebbero scendere a 50, massimo 60 e per almeno 10 di loro ci sarebbe la certezza di non rientrare. Una sciagura dopo tutti gli investimenti e fatti e le spese sostenute oltre a un bel colpo di fortuna avuto, per essere riusciti a conquistare una poltrona nel consiglio di viale Capruzzi. Ecco allora che i peones di tutti i partiti minori, dall’Udc all’Idv, dal Psi ai Mep, dalla Ppdt ai Pugliesi, gira e rigira hanno tirato fuori l’idea salva poltrona.
In sette usciti allo scoperto, ma ce ne sarebbero almeno un’altra decina pronti a sostenere il progetto, hanno pensato di modificare tre articoli dello statuto regionale (20, 24 e 41) che una volta modificati, garantirebbero il proseguimento della legislatura e l’affidamento di tutti i poteri del governatore al suo vice.
In pratica, oggi se davvero Vendola dovesse dare le dimissioni, la regione sarebbe affidata a un commissario per svolgere l’ordinaria amministrazione fino alle elezioni che si celebreranno dopo sei mesi, massimo un anno. Per evitare questo percorso, Totò Negro dell’Udc, Davide Bellomo de I Pugliesi vicini a Rocco Palese, Francesco Damone della Puglia prima di tutto del ministro Raffaele Fitto, Orazio Schiavone, dell’Italia dei Valori, Donato Pellegrino del gruppo mistoPsi e Antonio Buccoliero dei Moderati e Popolari non solo hanno pensato come salvarsi la poltrona. Ma addirittura, stanno cercando di farla passare come legge che taglia i costi della politica visto che, questo il loro ragionamento, non andando alle elezioni verrebbero risparmiate le spese elettorali. Come a dire che se ci fosse la monarchia o un dittatore, avremmo il vantaggio di non avere più spese elettorali! E l’hanno presa alla larga. Ufficialmente infatti, la nuova legge dovrebbe modificare l’architettura della guida regionale dalla prossima legislatura. Se però davvero questa proposta di legge dovesse passare e modificare lo statuto, poco prima che Vendola abbandoni la Puglia, basterà che il consiglio decida di applicare lo statuto sin da quel momento e il disegno «salva consiglio in carica» sarà compiuto.