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 2011  ottobre 31 Lunedì calendario

LA SVIZZERA DOPO LE ELEZIONI. IL COLORE DELLE SUE PECORELLE

Euroscetticismo e populismo anti immigrati sembrano le ricette vincenti della Svizzera moderna. Il bucolico Paese neutrale e pacifico è forse in realtà il Paese più chiuso d’Europa a dispetto del multiculturalismo di uno Stato con tre lingue e tre popoli. Lo stereotipo dello svizzero «doc», alto biondo e forte sembra prevalere in una cultura che cede il passo ad una ideologizzazione pericolosa e chiaroscuri preoccupanti.
PierAngelo Paleari
ppaleari@laforgiadibollate.it
Caro Paleari, in una dichiarazione pronunciata dopo le elezioni del 23 ottobre, Christoph Blocher dice che il suo partito (Schweizerische Volkspartei nella denominazione tedesca, Unione democratica di centro in quella italiana) «è sempre il numero uno». Per quanti temono una Svizzera nazionalista, introversa e xenofoba questa affermazione non è una buona notizia. Nelle elezioni politiche del 2007, l’Udc tappezzò il Paese con un manifesto, graficamente molto incisivo, in cui tre pecorelle bianche, fermamente accampate su un prato rosso contrassegnato da una croce bianca, allontanavano al di là della frontiera, con sguardi severi, una pecorella nera. Non sembra che la linea del partito, in queste ultime elezioni, sia cambiata e che il suo atteggiamento verso gli immigrati sia divenuto più conciliante.
Eppure non credo che Blocher possa compiacersi dei risultati. Dal 28,9% del 2007 la percentuale dei voti raccolti è scesa al 26,8%. Nel corso della legislatura il partito ha perduto uno dei due posti che aveva lungamente occupato nel Consiglio federale (il governo della Confederazione) e il suo obiettivo, in vista delle ultime elezioni, era quello di riconquistarlo. Potrebbe soffrire una delusione perché gli elettori, come ricorda Maria Serena Natale in una corrispondenza da Zurigo apparsa sul Corriere del 24 ottobre, hanno premiato due «formazioni giovani: i Verdi liberali (Pvl), che salgono al 5,3%, e il Partito borghese democratico (Pbd), nato solo nel 2008 da una costola dell’Udc, che debutta al voto con il 5,2%». Il secondo è conservatore e contrario all’Unione europea, ma più moderato della forza politica da cui si è staccato.
La Svizzera è orgogliosa dei suoi successi, fiera delle sue tradizioni, sospettosa e diffidente verso l’Europa di Bruxelles, incline talvolta a rinchiudersi nella sua gabbia dorata. Ma per un quadro del Paese più somigliante della realtà, le ricordo, caro Paleari, che gli stranieri rappresentano il 20% della popolazione elvetica e che il 50% dei bambini nati nel corso di questi ultimi anni ha un padre straniero. Sono pecorelle bianche o nere?
Sergio Romano