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 2011  ottobre 31 Lunedì calendario

IL PROBLEMA GALAN NON SOLO DIPLOMATICO

Tutti affabili, di buon umore (quasi sempre), tutti premurosi, collaborativi.
Poi gli chiedi: avete idea di quando verrà il ministro Giancarlo Galan?
Allora il cielo sopra l’Auditorium diventa grigio, le facce diventano grigie, l’atmosfera diventa grigia.
Il presidente del Festival Gian Luigi Rondi: muto.
Il direttore artistico Piera Detassis: muta.
Il direttore generale Francesca Via: muta.
Non c’è freddezza.
C’è silenzio.
Attesa.
Sapete com’è andata finora. Galan (nato a Padova ed ex governatore del Veneto) appena nominato ministro della Cultura disse due cose. La prima: «Grazie». La seconda: «In Italia basta e avanza un Festival del cinema. Ed è quello di Venezia, non certo quello di Roma». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il giorno della presentazione di questa sesta edizione, qui all’Auditorium, replicò: «Nessun ministro verrà a romperci le scatole». Galan, a ruota, l’altro giorno: «Non ho ricevuto alcun invito, e comunque non sarei venuto». Per poi però correggersi, con il solito trucchetto: «Veramente sono stato frainteso. Io, infatti, verrò».
Ecco, appunto: quando?
Forse mai. Forse Galan non verrà. O forse no, forse ha deciso di presentarsi. Certo il problema di Galan, a questo punto, per come s’è incartata tutta la storia, non è solo diplomatico ma anche e soprattutto pratico: chi può dire infatti come verrebbe accolta la sua presenza sul tappeto rosso e poi in sala?
L’ovazione
Il pubblico romano è molto sensibile, imprevedibile, quasi del tutto privo di glamour, cinico, smaliziato e però capace di slanci improvvisi e, a volte, bellissimi. Ieri sera ha tributato un applauso lungo quattro minuti al Presidente Giorgio Napolitano e a sua moglie Clio, venuti ad assistere alla proiezione del film «L’industriale». Tutti in piedi ad applaudire, un omaggio che è parso andare ben oltre il rispetto che si deve al Capo dello Stato, una scena magnifica, densa di puro affetto (tra l’altro, con gesto esemplare - qui dove molti politici mendicano biglietti omaggio - il Presidente, essendo venuto in forma privata, non ha chiesto biglietti alla direzione del Festival: se li è invece procurati come un normale cittadino, chiedendo solo la cortesia di poter sedere accanto a sua moglie, quando si è accorto che avrebbe avuto posto due file più avanti).
Festone
Cresce intanto l’attesa per la serata organizzata da Bulgari al Grand Hotel di via Veneto. Ora s’è appreso che ci sarà il dj del Buddha Bar di Parigi, un certo Ravin, un indiano coattissimo con il codino che, per me, non è nemmeno indiano.
Fabrizio Roncone