Severino Colombo, Corriere della Sera 31/10/2011, 31 ottobre 2011
PASSIONI DI RAZZA - S
iamo a cavallo! Non sono in molti di questi tempi a potersi permettere un’affermazione così ottimista. Tra questi ci sono i promotori di Fieracavalli, fiore all’occhiello di Veronafiere che, alla vigilia dell’edizione numero 113 (dal 3 al 6 novembre), di ragioni per essere felici ne hanno più di una.
La prima è che la storica manifestazione veneta cresce, anzi fa da traino a un settore che, da solo in Italia, vale 6,5 miliardi di euro. Nata nel 1898, Fieracavalli è «tra le più conosciute e apprezzate in Europa e nel mondo — dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere — Dall’India all’Ecuador per citare solo due dei Paesi di provenienza dei 650 espositori; un punto di riferimento per il mondo allevatoriale, con oltre 2770 cavalli di 60 razze in mostra».
Il secondo motivo di soddisfazione è l’esito di una ricerca di Osservatorio Fieracavalli (realizzata da Studio Marco Bocconi) sul rapporto degli italiani con il cavallo, tra vissuto e immaginario. I risultati raccontano di un affetto forte per questo animale che, in una ideale classifica, viene subito dopo cani e gatti.
Osserva Mantovani: «In un mondo di giovani-adulti cresciuti con videogiochi e fantascienza, lontani anni luce dai cavalli e dal loro mondo, è stata una sorpresa scoprire che i 18-30enni dichiarano di essere affascinati da ciò che il cavallo evoca». Solo uno su quattro ha provato a cavalcare, eppure «questo mondo permea profondamente il loro immaginario e i loro ricordi di bambini». E anche il loro presente: «Il 49% pensa ad una vacanza dove sia possibile andare a cavallo», conclude Mantovani.
L’Italia galoppa: dieci milioni di italiani sono saliti in sella almeno una volta e 2,5 milioni praticano regolarmente l’equitazione. Chi non cavalca per sport lo fa per turismo: quasi 300mila gli equestrian tourist nostrani. In crescita anche gli appassionati: aumentate del 30% le prevendite dei biglietti per la Rolex Fei World Cup, evento agonistico, ospitato nei giorni di Fieracavalli nell’adiacente struttura Jumping Verona.
Fieracavalli è strutturata in quattro le macroaree: il Westernshow, con atmosfera da film di cow-boy, esibizioni adrenaliniche, gare di velocità e di time penning (guidare la mandria in un recinto); il Salone del cavallo arabo, con — novità — un Gran Premio per purosangue arabi nati ed allevati in Italia, ospite d’eccezione è sua altezza reale Teresa de Bórbon, Marquesa de Laula, giudice Ecaho e appassionata di cavalli; il Salone del cavallo spagnolo, con un focus sulla razza frisona e un talent show equestre con cavalli minorchini; e il Salone Italialleva, ripensato per dare più spazio al made in Italy: l’Associazione Italiana Allevatori partecipa con 400 capi. Oltre a padiglioni dedicati a tradizioni, bambini, attrezzature e turismo.
Veronafiere, sottolinea il presidente Ettore Riello, «è da sempre attore di primo piano per la promozione dell’italianità nel mondo, veicolo di cultura, economia e tradizione». Nell’anno delle celebrazioni del 150° dell’unità d’Italia non poteva mancare un omaggio: «È l’unica fiera italiana con in calendario iniziative ad hoc per celebrare tale ricorrenza». A Fieracavalli sono previsti l’arrivo della Staffetta Tricolore, 24 cavalli e cavalieri, «che unisce idealmente la Capitale d’Italia con la Capitale del Cavallo»; il Gala d’Oro — Celebration con guest star l’amazzone Audrey Hasta Luego, per la prima volta in Italia, e il carosello equestre del 4° Reggimento dei Carabinieri a cavallo accompagnato dalla fanfara che fa rivivere la Carica di Pastrengo del 1848.
Severino Colombo