DANIELE P. M. PELLEGRINI , la Repubblica 31/10/2011, 31 ottobre 2011
Giorgetto Giugiaro "NEL ´78 REALIZZAI UNA MONOVOLUME MA RIDEVANO TUTTI" - Il design e i suoi percorsi
Giorgetto Giugiaro "NEL ´78 REALIZZAI UNA MONOVOLUME MA RIDEVANO TUTTI" - Il design e i suoi percorsi. Si intitola così la rassegna in corso a Pietrasanta (Lucca) dedicata a 50 anni di attività di Giorgetto Giugiaro, artista dell´auto e soprattutto grande innovatore anche se «per natura più che per scelta» come sottolinea lui stesso. «L´innovazione fa parte della storia dell´auto come di qualsiasi altra attività umana. Viviamo in mezzo a cose fatte da altri che ci ispirano e nel percorso di ricerca viene naturale cercare di cambiare». Nelle auto però assistiamo a una doppia evoluzione, oltre a quella estetica c´è anche quella più radicale che riguarda l´impostazione generale del veicolo. «Fa parte dell´evoluzione naturale cercare e scoprire delle logiche diverse, cose nuove che emergono nel tempo per motivi di ogni genere. Nell´automobile tutto è cominciato con un´architettura dettata dalla meccanica: il cofano lungo, dietro uno che guida e ancora dietro i passeggeri e poi i bagagli. C´era una logica in tutto questo, ma poi l´evoluzione tecnica ha permesso di fare altre cose e ha dato altre opportunità». La tendenza verso carrozzerie più alte e più raccordate fa parte di questo processo? «Si è manifestata un´evoluzione importante in molte direzioni: il cofano non è più un elemento determinante dell´architettura e d´altra parte l´abitacolo alto ha grandi vantaggi in termini di comodità. Aggiungiamo poi che c´è una tendenza a ottimizzare gli spazi, potremo dire con la logica dell´uovo: contenere il massimo volume con il minimo ingombro». Questo significa che le berline classiche sono superate? «Secondo me sì. Una carrozzeria tradizionale con i volumi "dispersi" è ancora apprezzata in molti Paesi perché contiene degli stereotipi legati alla storia delle auto di prestigio, ma le cose stanno cambiando rapidamente». Cambia quindi anche il concetto del bello? «Cambia enormemente. Oggi una automobile bassa mi sembra brutta perché percepisco che fisicamente mi trovo meglio in una alta, anche il gusto estetico è progressivamente influenzato dagli aspetti pratici. Adesso è normale viaggiare in una monovolume; quando nel 1978 ho fatto la Megagamma, alta e squadrata, faceva quasi ridere e la gente mi diceva "ma cosa hai fatto?" e invece...».