MICHELE SERRA , la Repubblica 29/10/2011, 29 ottobre 2011
Anche se il governo smentisce, l´ennesimo stop al Ponte sullo Stretto ci costringe a un bilancio imbarazzante: quante energie inutili e quante parole a vuoto sono state spese attorno a questo mirabolante manufatto? Quanti articoli scritti, documenti pro e contro redatti, lettere infocate ai giornali spedite, interrogazioni parlamentari presentate, riunioni convocate, manifestazioni minacciate, perizie eseguite, controperizie controeseguite, sottosegretari mobilitati, grafici pubblicati, perizie sulla mortalità delle triglie e dei cardellini depositate in tribunale, addirittura prime pietre posate? Ci si è scannati per lunghi anni attorno a disegnini che parevano tratti da un´edizione aggiornata del Barone di Munchausen, con la campata che scavalca Scilla e Cariddi per sola forza della fantasia
Anche se il governo smentisce, l´ennesimo stop al Ponte sullo Stretto ci costringe a un bilancio imbarazzante: quante energie inutili e quante parole a vuoto sono state spese attorno a questo mirabolante manufatto? Quanti articoli scritti, documenti pro e contro redatti, lettere infocate ai giornali spedite, interrogazioni parlamentari presentate, riunioni convocate, manifestazioni minacciate, perizie eseguite, controperizie controeseguite, sottosegretari mobilitati, grafici pubblicati, perizie sulla mortalità delle triglie e dei cardellini depositate in tribunale, addirittura prime pietre posate? Ci si è scannati per lunghi anni attorno a disegnini che parevano tratti da un´edizione aggiornata del Barone di Munchausen, con la campata che scavalca Scilla e Cariddi per sola forza della fantasia. E poi un pomeriggio qualunque, a freddo, nelle pagine interne dei quotidiani, leggiamo che il mitico Ponte non si farà, mancano i soldi anche solo per i cartelli di indicazione, figurarsi per il resto. E tutto il titanico duello tra Progresso e Reazione? E i previsti scontri a fuoco tra ambientalisti e mafiosi? Niente, era solo un´esercitazione retorica, come tutto o quasi in un paese dove non succede mai niente, ma di quel niente si discute tantissimo.