ANDREA TARQUINI , la Repubblica 29/10/2011, 29 ottobre 2011
PECHINO COMPRA LA SVEZIA, CINESI ANCHE LE SAAB - BERLINO
La lunga marcia dell´industria e degli investitori cinesi nel mondo libero prosegue a passo sempre più spedito, e soprattutto con obiettivi e priorità strategiche sempre più chiare: acquisire eccellenze, know how tecnologico, teste di ponte su segmenti di mercato qualificati. Saab automobile, l´antica, gloriosa azienda svedese da tempo sull´orlo della bancarotta, è stata rilevata da parte del gruppo Youngman&Pan per 100 milioni di euro. La Repubblica popolare ormai controlla tutta l´industria automobilistica svedese. Un´industria, ricordiamolo, da anni a rischio di tramonto ma che con appunto Saab e con Volvo - già rilevata dai cinesi di Geely - vanta comunque marchi di qualità. Una produzione di sportive e limousine di lusso e gran qualità, a livello quasi premium, modelli che vanno per la maggiore nel vitale mercato nordamericano.
L´accordo ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai restanti 3.700 dipendenti di Saab auto, il cui posto di lavoro è in massima parte a Trolhaettan, nella Svezia meridionale, e in piccola parte nel Regno Unito. L´accordo sarà valido se tutte le procedure fallimentari già definite per Saab saranno rispettate e se verrà approvato da ogni autorità competente. Il crollo di Saab era cominciato nel 2010, quando General Motors, il gigante americano allora in crisi, l´aveva ceduta al gruppo olandese Spyker, poi ribattezato Swan, per concentrarsi sul risanamento a Detroit e sulla sorte di Opel. Ma finora Swan non era riuscita a rilanciare Saab, la cui fine sembrava imminente. Ora sono arrivati i cinesi. Comprano per 100 milioni di euro, ma si impegnano a investire per 480-500 milioni per rilanciare il marchio, e a non delocalizzare. «Abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo», ha detto il numero uno di Swan, Victor Muller. Di fronte alle varie difficoltà burocratiche infatti l´interesse della Repubblica popolare a Saab sembrava svanito.
La storia delle auto del regno delle Tre Corone finisce così. Prima la Volvo, simbolo della berlina di lusso supersicura e indistruttibile e auto-mito fin dai primi anni Sessanta per finire alla serie di film Twilight (il giovane vampiro innamorato d´una mortale). Poi la Saab, che dalla mitica �Saab 96´ agli ultimi cabrio, nelle pellicole di Hollywood ha visto al volante Jack Nicholson e altri divi, sono caduti in mano alla superpotenza dell´estremo oriente.
Non siamo più alla sola rincorsa dell´Occidente nel mercato delle utilitarie e della produzione di massa. A Pechino evidentemente non basta più neanche copiare (spesso ancora male) grandi berline e Suv made in Germany, anche perché poi per plagio questi prodotti si vedono spesso chiusi i mercati decisivi. Adesso col cavallo di troia svedese cambiano le carte in tavola, e le regole del gioco. Proprio mentre sul piano generale della crisi economica, finanziaria e del debito internazionale la Cina pone chiare condizioni per aiutare Europa e Usa. La vecchia Urss di Kruscev la chiamava competizione pacifica tra i sistemi, ma non aveva i mezzi per condurla. A Pechino invece non mancano né volontà, né strategia di lungo respiro, né miliardi. I produttori europei e Usa, anche di lusso, sono avvertiti.