varie, 1 novembre 2011
Ionut Iamandita, 18 anni. Rom, a Brescia da un paio di mesi, una fidanzata di nemmeno 16 anni che a breve lo avrebbe reso padre, qualche precedente per furto, l’altra sera andò a cena dai parenti in un campo nomadi a Calcinatello e mentre mangiava nel bungalow scherzando col cognato fu centrato alla schiena da un colpo di fucile sparato da Luciano Manca, operaio, 50 anni, origini sarde, che era andato là per vendicare la figlia Francesca, commessa di 29 anni, morta trentacinque giorni prima per un’overdose di cocaina comprata proprio in quel campo ma non dallo Iamandativa, che non aveva mai spacciato e in quella faccenda non c’entrava nulla (il ragazzo morì in ospedale dopo due giorni d’agonia)
Ionut Iamandita, 18 anni. Rom, a Brescia da un paio di mesi, una fidanzata di nemmeno 16 anni che a breve lo avrebbe reso padre, qualche precedente per furto, l’altra sera andò a cena dai parenti in un campo nomadi a Calcinatello e mentre mangiava nel bungalow scherzando col cognato fu centrato alla schiena da un colpo di fucile sparato da Luciano Manca, operaio, 50 anni, origini sarde, che era andato là per vendicare la figlia Francesca, commessa di 29 anni, morta trentacinque giorni prima per un’overdose di cocaina comprata proprio in quel campo ma non dallo Iamandativa, che non aveva mai spacciato e in quella faccenda non c’entrava nulla (il ragazzo morì in ospedale dopo due giorni d’agonia). Serata di mercoledì 26 ottobre in un campo nomadi a Calcinatello (Brescia).