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 2011  ottobre 31 Lunedì calendario

La Schopenhauer col push up fa più cultura di tanti soloni - Troppo facile scagliarsi contro la ventiduenne Floriana, colpevo­le di essersi presentata nella casa del Grande fratello affermando di essere intelligente e che le piace leggere

La Schopenhauer col push up fa più cultura di tanti soloni - Troppo facile scagliarsi contro la ventiduenne Floriana, colpevo­le di essersi presentata nella casa del Grande fratello affermando di essere intelligente e che le piace leggere. Per l’esattezza: « Siddar­tha di Herman Hesse e Scho­penhauer », come se fossero due nuovi modelli di tette, e come se lei fosse un nuovo modello di bambo­la parlante, la Barbie Scho­penhauer. Inoltre, «nei ritagli di tempo», legge pure Foscolo. Inve­ce subito fischi e subito lapidata con applausi alla ragazza rivale, Ilenia Pastorelli, antagonista per­fetta e dura da sconfiggere: «Io so’ ignorante, io non mi leggo Scho­penhauer, io mi leggo Topolino». Barbie Schopenhauer ha provato a contrattaccare, dando a Barbie Topolino della superficiale, ap­punto perché legge Topolino, ma Barbie Topolino l’ha stracciata ri­spondendo: «E perché? È superfi­ciale chi legge Topolino? Topoli­no ci sta da anni». Insomma, nessuno se ne è ac­corto ma quest’anno nella casa chiusa si è scatenato il più grande dibattito culturale degli ultimi die­ci anni. Si sono sentiti nomi che non varcavano da tempo le soglie degli studi televisivi, e le due Bar­bie rivali hanno perfino intavolato discussioni accademiche, propo­nendo en passant nuovi incredibi­li misteri filologici, addirittura se Platone e Socrate siano o meno la stessa persona, come ha sostenu­to Barbie Schopenhauer, solle­vando le legittime per­plessità di Barbie To­polino: «Cioè mo’ non è che io so’ sto pozzo de cultura ma una cosa la so e cioè che Socra­te è uno e Platone è n’artro». Troppo facile at­taccarsi al lapsus di Barbie Schopenhauer quando ha pronunciato «fèm fa­tal »anziché«fàm fatal»,sciocchez­ze, piccoli difetti di fabbrica, per­ché viene fuori che i peggiori sono quelli che commentano, quelli che si sentono superiori e senza cordicella da tirare sulla schiena e invece siamo lì. Alfonso Signorini, per esempio, è entrato immediata­mente in c­ompetizione diretta e ci­tazionistica con Floriana: «Io ado­ro Schopenhauer, adoro Ugo Fo­scolo, ma se tu la sera sei ridotta a leggerti Ugo Foscolo sei messa ma­le », cioè sei una sfigata. E siccome «la sfiga»è quanto resta di introiet­tato della cultura una volta usciti dalla scuola dell’obbligo, come quelli che appena sentono Leopar­di pensano sfigato e gobbo, al no­me di Schopenhauer nella testa di Alfonso si accende proprio la luci­na «sfiga» e, per sponsorizzare an­cora meglio il modello Barbie To­polino, cerca di svitare ulterior­mente la testa di Barbie Scho­penhauer: «Sento il bisogno di di­re a Floriana che Schopenhauer sulla sfiga di Topolino ci avrebbe scritto dei trattati». Ma intanto il dibattito culturale è inarrestabile e continua accesis­simo nei talk pomeridiani, dove si sciorinano altri atroci luoghi co­muni sul concetto di cultura, sen­za peraltro che nessuno se ne ac­corga. A Pomeriggio Cinque , da Barbara D’Urso,c’è Iaia Di Rose in persona,che non so chi sia ma c’è, esiste, è lì per spiegare che un con­to è la cultura e un conto è l’intelli­genza, un genio. Ci spiega che «la cultura è condivisione, la cultura è umiltà, la cultura è mettersi allo stesso livello degli altri», deve aver frequentato per corrispondenza un corso di boy scout per filantro­pi francescani neomarxisti. Sade o Baudelaire o Céline o Carmelo Be­n­e per darle una lezione l’avrebbe­ro schiaffeggiata e sculacciata in diretta, e neppure io, a scopo edu­cativo, mi farei troppi problemi. Anna Pettinelli è un’altra che ha studiato e quindi sentenzia: «le persone colte che leggono libri non vanno in giro a dirlo, non ostentano, lo fanno in silenzio, di nascosto». Giusta osservazione: sei colto e come se non bastasse leggi pure libri? E vai in giro a vantartene, magari in te­levisione? Non ti ver­gogni? Tuttaviailmiste­ro è un altro: chis­sà chi ha inculca­to a Barbie Scho­penahuer, al­l’anagrafe Floria­na Messina da Pia­cenza, che la cultura da noi possa essere «una carta vincente», «una qualità ra­ra », «una cosa di cui andare fieri», come minimo ha dei genitori stra­ordinari. A me fa molta tenerezza questo suo usare Schopenhauer e Foscolo come un push-up, nella bella idea, così oscena in Italia, che la cultura sia un valore da ostentare o almeno simulare, e per questo immediatamente guar­data con sospetto da tutti, condut­tori, concorrenti, opinionisti, pub­blico. Perché infine, a pensarci be­ne, ha portato più cultura Floriana in cinque minuti che quarant’an­ni di Dipartimento Scuola Educa­zione e Rai Educational e Mixer di Gianni Minoli e Aldo Busi con le sue lezioni da Maria e Fazio & Sa­viano che avrebbero voluto portar­ci via con loro, per carità. Meglio Floriana con le sue tette scho­penhaue­riane di Benigni che spie­ga Dante o Benigni che spiega l’In­no di Mameli o Benigni che alla fi­ne spiega solo Benigni e il pubbli­co di Benigni. Meglio Floriana di chi la commenta, e in ogni caso al­l­e brutte sempre meglio Topolino, che ci sta da anni.