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 2011  ottobre 30 Domenica calendario

Basta rifiuti, solidarietà già finita Le regioni rosse scaricano Napoli - Vendola rifiuta i rifiuti, e «mol­la »l’immondizia all’amico De Ma­gistris

Basta rifiuti, solidarietà già finita Le regioni rosse scaricano Napoli - Vendola rifiuta i rifiuti, e «mol­la »l’immondizia all’amico De Ma­gistris. Nell’infinita telenovela dei rifiuti campani, il colpo di scena che non t’aspetti arriva dal cam­bio di faccia della Puglia solidale del «poeta» Nichi. La cui giunta, dopo aver manifestato disponibi­li­tà a smaltire gli accumuli di rifiu­ti, da luglio ha deciso di dichiarare guerra ai camion carichi di «mun­nezza » made in Naples , diffidan­do gli organismi campani e la di­scarica tarantina a cui i rifiuti era­no diretti dal proseguire i trasferi­menti, e avviando un braccio di ferro a colpi di diffide e ricorsi tra Tar e Consiglio di Stato. Tra fine 2010 e estate 2011 i nuo­vi «picchi» dell’endemica emer­genza rifiuti a Napoli e in Campa­nia hanno portato, agli appelli del­le amministrazioni campane, del Governo e del Quirinale, alla «soli­darietà » delle altre regioni, affin­ché si facessero in parte carico del­lo smaltimento dei rifiuti che sof­focavano la città partenopea. La richiestad’aiuto, come sem­pre in Italia, è divenuta una sorta di spartiacque politico, tra i propo­siti inflessibili della Lega («I rifiuti li accolgano le regioni limitrofe») e il tentativo del centrosinistra di accreditare le proprie ammini­strazioni come le uniche «solida­li ». In prima fila, tra queste ultime, la Puglia vendoliana. Con i suoi esponenti pronti a dettare alle agenzie parole di fuoco contro quanti manifestavano dubbi sul­la politica delle porte aperte alla munnezza. Ecco così che a dicem­bre scorso, poco dopo l’annuncio della «solidarietà» pugliese, arri­vava il «no» veneto, firmato dal go­vernatore Zaia. A cui replicava po­lemico proprio Vendola, prima annunciando di voler ridurre i flussi di rifiuti diretti in Puglia dal Veneto a favore di quelli campani, poi accusando lo stesso Zaia di «furbizia» per nascondere «una dolorosa fuga dai doveri della soli­darietà e della responsabilità ver­so il sistema Paese ». Ecco dunque che le braccia di Nichi, e le discari­che pugliesi, si aprono ai «campa­ni nostri fratelli». L’esempio di Vendola raccoglie proseliti in al­tre regioni guidate dal centrosini­stra, come la Toscana di Enrico Rossi e l’Emilia Romagna di Va­sco Errani. Solidali ma con misu­ra, se è vero che in Emilia finisco­no destinate appena 5mila tonnel­late di rifiuti, dirette a Imola per lo smaltimento. L’elezione a Napoli dell’ex pm De Magistris, candidato per l’Idv, stesso partito dell’assessore pu­gliese all’Ambiente Lorenzo Nica­stro, ex pm pure lui, sembra solo rinsaldare l’asse mediatico-soli­dale. Anche perché De Magistris della questione-munnezza fa una bandiera sia in campagna eletto­rale che dopo l’insediamento. L’ennesima emergenza all’inizio dell’estate,e il riproporsi dell’ipo­tesi di affrontarla con l’aiuto delle «regioni limitrofe», se da un lato spinge il sindaco-ex pm a chiede­re «solidarietà non a parole», dal­l’altro innesca ancora la dialettica vendoliana. Il governatore puglie­se, da«patriota dell’Italia»(la defi­nizione è sua), chiede che «con­cretamente le altre regioni, che hanno espresso solidarietà televi­siva, la esprimano concretamen­te ». Il neosindaco di Milano, Pisa­pia, se la cava incassando gli elogi di De Magistris con l’invio di sette compattatori. E il sindaco esulta anche, a luglio, per un generico placet alla solidarietà da Genova. Tutti contenti? E no. Una setti­mana dopo Vendola si accorge che nei camion che portano i rifiu­­ti campani in Puglia c’è di tutto, an­che quello che non dovrebbe es­serci, dai copertoni al toner delle stampanti.E così l’uomo amareg­giato dal cinico Zaia dichiara subi­to guerra alla «munnezza» parte­nopea. Annuncia che «da un mo­mento all’altro può scoppiare in Puglia una rivolta legittima e sa­crosanta », lamentando in confe­renza stampa come «inaccettabi­le » che «il nostro territorio sia mo­lestato da un trasporto non a nor­ma di rifiuti». E denunciando il tentativo di fatto di «trasferire l’emergenza dalla Campania alla Puglia», aumentando la quota di rifiuti a dismisura rispetto a quan­to previsto dal «protocollo poi vio­lato ». Il cerchio si chiude negli ulti­mi mesi, a colpi di carte bollate, con Vendola e il suo assessore Ni­castro che chiudono le discariche e denunciano la «violazione degli accordi». Prendendosela, ovvia­mente, non con l’amico sindaco De Magistris, che pure come det­to l’emergenza l’ha cavalcata, ma col governo campano, con la pro­tezione civile, con Palazzo Chigi.