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 2011  ottobre 30 Domenica calendario

Baricco è gia un’icona: «Sinistra conservatrice attaccata ai privilegi» - È stato l’intervento più applaudito e non è un ca­so

Baricco è gia un’icona: «Sinistra conservatrice attaccata ai privilegi» - È stato l’intervento più applaudito e non è un ca­so. Alessandro Baricco ( nella foto ) interviene al Big Bang dei giovani rottamatori del Pd a Firenze. E non gli sfugge il titolo dell’incontro organizzato da Matteo Ren­zi. E ad esso si adegua. Con un discorso che definire de­flagrante sarebbe riduttivo. La platea è impietrita dalle premesse: «La sinistra italiana è quanto di più conserva­tore ci sia oggi in questo Paese. E non è inutile ricordare gli errori che la nostra generazione ha commesso». Er­rori, ammonisce lo scrittore torinese, «che qui elenco af­finché voi non li ripetiate ». Poi però il pubblico si riscal­da e inizia ad applaudire quando è ormai chiara la svol­ta liberista dell’autore di Seta e Castelli di rabbia . «Noi - spiega Baricco - sia­mo p­artiti da un’idea assolutamente nobile e condi­visibile, la difesa dei debo­li e degli emarginati. Pur­troppo si è rivelato un ali­bi grazie al quale abbia­mo tirato su un sistema di tutele e privilegi domina­to dalla mediocrità e la propensione al servili­smo». Gelo della sala? No, giù applausi. Ecco cosa intendeva Renzi per «Big bang»: prendi uno scrittore famoso, un’icona per il mondo della sinistra gentile e intelligente e fagli dire «il re è nudo», quando il re non è Berlusconi ma il sistema di privilegi che ha come marchio di fabbrica l’ideologia comunista. Bersani è avvertito. I quarantenni di Renzi fanno sul serio e al loro fianco adesso c’è anche uno splendido e coraggioso cinquantenne: «Pensavamo ­aggiunge Baricco- che la difesa dei deboli passasse ine­­vitabilmente attraverso la costruzione di un sistema ri­gido e inattaccabile. E invece ci rendiamo conto che l’unica cosa che possiamo fare per i deboli e i giovani è concedere loro un sistema dinamico». «Non è vero che il rischio colpisce i meno fortunati- aggiunge lo scritto­re - ­il rischio è una chance». Anche in questo caso Bersa­ni è avvertito. Ma il segretario del Pd era già sobbalzato aprendo l’ultimo numero dell’ Espresso che metteva in copertina Beppe Grillo accanto al temutissimo Renzi. È questa, secondo il settimanale, la strana coppia che po­pola gli incubi dei vertici del Pd. E poi, grazie a un grafi­co molto elementare, il settimanale elenca le aree di for­za ­dove il comico sta pescando il suo crescente consen­so politico: lavoratori autonomi, studenti e pmi, preva­lentemente del Nord, in comuni medio-grandi, e che si autocollocano nel centrosinistra. Praticamente le stes­se persone cui si è rivolto Baricco. Lo scrittore, del quale esce proprio il 3 novembre prossimo il nuovo romanzo dal titolo Mr Gwyn (Feltrinelli), è proprio a loro che pen­sa quando tuona: «C’è una parola che non siamo mai riusciti a pronunciare: meritocrazia. Credevamo che la scuola servisse per favorire l’emancipazione e l’ugua­glianza. In realtà quando ci troviamo di fronte ai disser­vizi di oggi capiamo che quello che la scuola dovrebbe fare è costruire una classe dirigente». Baricco non fa il raffinato intellettuale, ma dà suggerimenti da abile stra­tega: inutile perdere tempo a convincere persone irre­movibili (Bersani? Vendola? Di Pietro? chissà...) basta superarle. Il suo ultimo romanzo, che guarda caso usci­rà p­roprio a ridosso di questo big bang sfruttandone ine­vitabilmente l’eco mediatico, racconta la storia di uno scrittore cinquantenne che appende la penna al chio­do e cambia vita. Adesso Bersani e compagni devono so­lo sperare che il suo autore non faccia altrettanto.