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 2011  ottobre 29 Sabato calendario

L’incubo dei 350 peones Con il voto anticipato restano senza vitalizio - Eccola la carica dei 350 par­lamentari terrorizzati dallo scio­glimento delle Camere

L’incubo dei 350 peones Con il voto anticipato restano senza vitalizio - Eccola la carica dei 350 par­lamentari terrorizzati dallo scio­glimento delle Camere. 247 depu­tati e 103 senatori hanno un moti­v­o in più per fare il tifo perché que­sta legislatura muoia alla scaden­za naturale e non prima: il proprio portafoglio. Sono gli onorevoli di prima legislatura che, in caso di crisi di governo e di elezioni antici­pate ( e solo in caso di elezioni anti­cipate), direbbero addio all’asse­gno vitalizio, garantito loro a parti­re dal compimento dei 65 anni. Attenzione: la pensione è assi­curata solo se il plotone di novelli parlamentari ha calcato i tappeti di Montecitorio o Palazzo Mada­ma per cinque anni pieni. Fino al 2007, invece, erano sufficienti so­lamente due anni e mezzo di man­dato. Ecco perché più della metà dei nostri parlamentari, oggi, pen­sa anche al futuro. Il loro. Sono spalmati un po’ in tutti i partiti i pensionandi in bilico: dal Pdl all’Idv passando per la Lega e l’Udc.Il sito«Openpolis»li ha foto­grafati tutti. Nel dettaglio, alla Ca­mera, ci sono 84 onorevoli piddi­ni, 78 pidiellini, 14 responsabili, 12 dipietristi, 9 del gruppo misto, 8 finiani e 6 udiccini. La massima percentuale di parlamentari a ri­schio vitalizio, in caso di sciogli­mento anticipato delle Camere, siede tra i banchi del Carroccio: 36 su 59, cioè il 61 per cento. A segui­re l’Italia dei valori, 54 per cento; quindi i responsabili, 50 per cen­to. Nel Pdl sono 78 su 218 gli onore­voli a rischio che, a questo punto, guardando il proprio salvadana­io, presumibilmente fanno il tifo affinché Berlusconi resti fino al 2013, ma che potrebbero andare in soccorso a un governo tecnico, pena la perdita dell’onorevole pri­vilegio. Al Senato, invece, è il Pdl ad avere più neofiti di Palazzo: 37. Segue il Pd, 34; la Lega, 12; l’Idv, 7; l’Udc, 5 e per il Terzo Polo, 4. Ma vediamo nel dettaglio chi so­no. Nel plotone dei deputati novel­li, tra le file del Pdl, ci sono oscuri peones ma anche volti noti, notis­simi. Ci sono per esempio ben tre ministri: quello della Pubblica am­ministrazione, Renato Brunetta, la rossa ministro del Turismo, Mi­chela Vittoria Brambilla, e la neo ministro delle Politiche comunita­rie, Anna Maria Bernini. Un vice­ministro: Catia Polidori; e un sot­tosegretario: Elio Belcastro. Poi c’è la bionda ex aennina Vi­viana Beccalossi e il partenopeo Amedeo Laboccetta; c’è il «falco» Giancarlo Lehner e il divenuto ce­le­bre ex braccio destro di Tremon­ti, Marco Milanese;c’è l’economi­sta e consigliere politico del mini­­stro Brunetta, Giuliano Cazzola, e il vicecapogruppo vicario del Pdl, Massimo Corsaro. E ancora: l’opinionista Renato Farina e la bella moglie di Angelo Rizzoli, Melania Rizzoli De Nichi­lo; il re delle cliniche ed editore di Libero , Antonio Angelucci e l’av­vocato pugliese Francesco Paolo Sisto. Naturalmente nel gruppone si trovano anche le giovani e belle onorevoli Annagrazia Calabria, Gabriella Giammanco, Elvira Sa­vino, Barbara Mannucci, Mariaro­saria Rossi, Nunzia De Girolamo e Deborah Bergamini. Con pensio­ne­a rischio ma fedelissime del Ca­valiere. Accanto a loro siede però anche qualche malpancista che, qualo­ra Berlusconi dovesse inciampa­re, avrebbe un motivo tutto perso­nale per dare o­ssigeno a un gover­no tecnico e rimanere nel Palazzo fino al 2013. Condizione necessa­ria e sufficiente per poi percepire il ricco assegno di Stato a vita. Di prima legislatura sono infatti gli scajoliani Ignazio Abrignani, Mi­chele Scandroglio, Roberto Cassi­nelli, Massimo Nicolucci e Gerar­do Soglia; nonché l’appena espul­so dal partito per non aver votato la fiducia al governo, Fabio Gava. Analogo discorso per il «pentito» pidiellino Santo Versace. Nessun vitalizio se le Camere si sciolgono in anticipo anche per l’onorevole­artista Luca Barb­areschi e per il fu­nambolico responsabile Domeni­co Scilipoti. Sempre alla Camera si segnala­no altri volti noti della politica: il braccio destro di Casini, Roberto Rao; l’udiccino ed ex sindacalista Savino Pezzotta; il pittoresco di­pietrista Francesco Barbato; la lea­der dei Liberaldemocratici Danie­la Melchiorre; il falco finiano Fa­bio Granata e addirittura il capo­gruppo della Lega, Marco Reguz­zoni. In Senato, invece, oltre ai due scajoliani Raffaele Lauro e Franco Orsi, direbbero addio alla pensione anche Giuseppe Ciarra­pico ( Pdl),l’ex magistrato e scritto­re Gianrico Carofiglio (Pd) e il pa­sdaran dipietrista Francesco «Pancho» Pardi.