STEFANO RIZZATO, La Stampa 30/10/2011, 30 ottobre 2011
Se la mancia non è un extra - il classico aneddoto da vacanza a stelle e strisce: il cameriere che rincorre il turista italiano che si è «dimenticato» della mancia
Se la mancia non è un extra - il classico aneddoto da vacanza a stelle e strisce: il cameriere che rincorre il turista italiano che si è «dimenticato» della mancia. Perché se nel Belpaese non ci sono regole assolute sul tema, altrove alzare i tacchi senza lasciare un extra è un errore imperdonabile. Proprio negli Stati Uniti in ristoranti, bar e alberghi lo staff si aspetta una mancia tra il 15 e il 20 per cento del conto. E dire che lì la chiamano «gratuity». Intanto qualche locale newyorkese, a scanso di equivoci, ha iniziato a includere nello scontrino un 18 per cento aggiuntivo per il servizio, praticamente una novità assoluta per la grande Mela. In Europa il costo fisso per il servizio è invece una consuetudine piuttosto diffusa. Per evitare ogni dilemma su quanto lasciare sul piattino, la mancia è aggiunta in automatico al conto. E la paghi anche se ti hanno trattato male. È così in quasi tutti i Paesi del Nord: il «service charge» vige infatti in Danimarca, Norvegia, Finlandia e Svezia, luoghi peraltro già parecchio esosi per la media del continente. In riva al Mediterraneo la situazione non è invece così chiara. In Spagna, Portogallo, Grecia e Italia aggiungere al conto un 10 per cento extra è certamente un gesto apprezzato, ma - in tempi di crisi - non è neppure così di moda. In Germania invece la mancia si dichiara: prima di pagare bisogna dire al cameriere come e quanto si è disposti ad arrotondare lo scontrino. Per non fare i maleducati occorre sborsare un 10-15 per cento in più. È la quota più comune in giro per il mondo, una regola non scritta valida in Inghilterra e Francia (dove sempre più spesso però spunta il «service charge»), così come in India, Australia e Turchia. Insomma, nel dubbio, una mancia del 10 per cento è la soluzione più sicura per evitare brutte figure. Fa eccezione il Giappone, dove la generosità del cliente è tutt’altro che apprezzata. È uno dei tanti codici sociali da tenere a mente quando si viaggia nella nazione del Sol Levante: guai a soffiarsi il naso e guai anche ad elargire mance, nemmeno quando il sushi è davvero prelibato: il gesto sarebbe addirittura considerato offensivo. In generale, la mancia è estranea alla cultura del lontano Oriente e in Cina la consuetudine sta entrando in modo graduale, di pari passo con l’occidentalizzazione del Paese e l’arrivo dei turisti.