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 2011  ottobre 30 Domenica calendario

Nel Pdl si studia già come fermare il possibile candidato - Per chi «tifa» il Cavaliere nelle primarie di centrosinistra? La domanda ne presuppone un’altra: che cosa ha intenzione di fare Berlusconi «da grande»? Se lui decidesse di correre nuovamente, circostanza difficile ma non ancora del tutto esclusa, l’avversario ideale sarebbe chiaramente quello con meno chances

Nel Pdl si studia già come fermare il possibile candidato - Per chi «tifa» il Cavaliere nelle primarie di centrosinistra? La domanda ne presuppone un’altra: che cosa ha intenzione di fare Berlusconi «da grande»? Se lui decidesse di correre nuovamente, circostanza difficile ma non ancora del tutto esclusa, l’avversario ideale sarebbe chiaramente quello con meno chances. Qualora invece prendesse atto che a 75 anni non ha più l’età, senza dubbio Berlusconi preferirebbe il nemico meno ostile sul piano giudiziario, più misericordioso verso le sue ricche proprietà. Dal poco che rimbalza da Porto Rotondo, dove il premier s’è ritirato nel weekend, lui al momento ha una sola idea chiara: durare il più a lungo che può. Giurano gli amici di una vita che «a Silvio non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di precipitarsi alle urne». Considerano «un veleno» della propaganda ostile il presunto patto con Bossi per votare in Primavera. «Con questi numeri», dicono a palazzo Grazioli scartabellando gli ultimi sondaggi riservati, «il centrosinistra vincerebbe facile alla Camera e otterrebbe una maggioranza di 10 voti al Senato senza nemmeno bisogno di allearsi con Casini... Solo un folle andrebbe ad anticipare l’esito». Dunque Berlusconi scava trincee, ammucchia sacchi di sabbia intorno al suo bunker. Nello stesso tempo, tuttavia, nel Pdl c’è la semi-certezza che le elezioni siano alle porte perché lo sfarinamento non permette di durare. Tra i ministri circola addirittura una data per le Politiche: non nel 2013, bensì nell’ultima domenica di marzo 2012. Mancano cinque mesi. All’inizio del nuovo anno il Capo farà la sua scelta, si scommette ai vertici del partito. Dove aggiungono: «Probabilmente si tirerà da parte perché solo una grande onda di pubblica opinione, sulla quale lui riuscisse a surfare, potrebbe rimetterlo in gara». Chissà se l’onda in questione sarà il diktat dell’Europa, certo Berlusconi vorrebbe trasformare il suo governo nella «longa manus» della Bce, si proporrà come zattera per salvare il Paese. E’ vero quanto ha detto Confalonieri al «Corsera»: al premier sembra tornata la voglia. Se a gennaio i sondaggi gli restituiranno qualche speranza, c’è da giurare che il Cavaliere ritenterà. In questo caso, chi sceglierebbe quale competitor? Ecco la valutazione, abbastanza concordi, degli strateghi berlusconiani: «Ciascuno dei personaggi in corsa nel Pd ha i suoi punti di forza. Renzi si presenta come innovatore, ma è facile rubare la scena con le critiche, più difficile restarvi quando ti tocca avanzare una proposta; inoltre spacca il partito e divide la sinistra... Vendola è accattivante, gode di vasta popolarità negli elettori di sinistra, però Sel vale meno del 10 per cento, ha questa strutturale debolezza; senza dimenticare che Vendola sarebbe lo spauracchio dei mercati finanziari... Quanto a Bersani, sembra il più fiacco, in realtà è pur sempre segretario di un partito prossimo al 30 per cento, e se lo scontro sociale aumenta, lì lui è competente...». Ricapitolando la graduatoria delle preferenze Pdl: al primo posto Renzi, al secondo Vendola, al terzo Bersani. E se invece davvero alla fine Berlusconi togliesse il disturbo? La classifica appena stilata varrebbe pure per Alfano candidato premier. Né cambierebbe nella previsione di una (molto probabile) sconfitta del centrodestra. Perché di Bersani Silvio è deluso,incrociandolo alla Camera nei giorni scorsi per poco manco lo salutava. Da lui non si attenderebbe nulla di buono. Vendola gli fa simpatia, però sta proprio agli antipodi con quelle sue idee anticapitaliste. Quanto a Renzi, è andato perfino a trovarlo ad Arcore per discutere di Firenze: segno che non ha pregiudizi personali. Semmai il vero rimpianto del Cavaliere è di non averlo saputo tirare dalla propria parte. Ora è tardi.