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 2011  ottobre 30 Domenica calendario

IL 90% DELLE BANCHE ADERIRÀ ALL’HAIRCUT GRECO

Dopo il braccio di ferro avvenuto nella notte di mercoledì a Bruxelles tra banche e Governi europei sul taglio al debito greco, l’Iif, l’associazione dei maggiori istituti al mondo, si mostra più disponibile. «Oltre 9 banche su 10 molto probabilmente accetterano una riduzione del 50% dei rimborsi sui crediti alla Grecia», ha affermato il numero uno dell’Institute of International Finance (Iif), Charles Dallara, al giornale tedesco Welt am Sonntag. «Sono molto ottimista - ha detto - oltre il 90% delle banche parteciperà», anche se non si sbilancia sugli altri creditori e cioè sui fondi e le assicurazioni. «In quel caso - dice - occorrerà più persuasione». La fetta del debito greco, pari a 357 miliardi di euro, in mano ai grandi investitori privati è pari a 206 miliardi di euro. Le assicurazioni ne controllano circa 24 miliardi, anche se la loro esposizione alla Grecia è meno chiara di quella delle banche.

Intanto domani la Grecia inizierà i colloqui per lo scambio di bond detenuti da privati. Lo ha annunciato il vice ministro delle Finanze, Philippos Sachinidis, nel corso di un’intervista alla Tv ellenica Mega. Lo swap dei bond comporterà un mix di contanti ed emissione di nuove obbligazioni.

Le parole del ministro seguono le decisioni prese mercoledì notte dai leader europei per contenere il contagio del debito greco e riportarlo al 120% del Pil entro il 2020. Secondo l’accordo, i creditori privati rappresentati dall’Iif, hanno accettato, dopo lunghe trattative, una riduzione "volontaria" del 50% sul valore nominale del debito greco. In cambio i leader europei si sono impegnati a sostenere la ricapitalizzazione delle banche europee mettendo sul piatto altri 30 miliardi di euro.

«Non abbiamo ancora deciso i termini definitivi dell’accordo raggiunto il 26 ottobre, ma lunedì iniziamo i colloqui. Inviteremo tutti i possessori di bond greci a partecipare allo swap» ha detto Sachinidis. «L’accordo prevede che una parte delle vecchie obbligazioni vengano pagate in contanti e il resto con l’emissione di nuove obbligazioni».

La proposta dovrebbe prevedere che per ogni 100 euro di debito greco detenuto da creditori, 15 euro saranno liquidati in contanti, 35 euro con nuovi bond a 30 anni e cedola al 6% mentre i restanti 50 euro saranno considerati persi.

Anche le banche greche, che detengono 45 miliardi di euro in titoli greci, saranno duramente colpite dallo swap ed è previsto il ricorso all’aiuto dello Stato per ricapitalizzare. Di fronte a perdite bancarie greche stimate a oltre 16 miliardi di euro, i leader europei hanno deciso di sostenerle con 30 miliardi di finanziamenti di aiuti aggiuntivi (oltre ai 100 miliardi del secondo pacchetto già previsto il 21 luglio), se le banche non saranno in grado di raccogliere fondi sul mercato. Anche i fondi pensione pubblici greci, con un patrimonio di 26 miliardi di euro e 8 miliardi di bond greci, subiranno perdite per 4 miliardi.

Secondo Sachinidis resta da chiarire se le banche saranno ricapitalizzate con denaro dello Stato greco o dell’Efsf. In ogni caso le banche dovrebbero emettere nuove azioni ordinarie in cambio dell’aiuto, aprendo così la porta alla nazionalizzazione temporanea.

Altro tema controverso è la volontarietà dello scambio sulle obligazioni che non farebbe scattare il default e quindi il credit event per il rimborso dei Cds, strumento di assicurazione che sui bond greci si calcola sia pari a 3,7 miliardi di dollari, cifra che potrebbe essere molto superiore poiché non ci sono stime ufficiali in materia.