m. rog., Il Sole 24 Ore 28/10/2011, 28 ottobre 2011
BABY USCITE: UN CONTO DA 163,5 MILIARDI
Sono 531.752 e sono fin qui costate allo Stato 163,5 miliardi. Si tratta delle baby pensioni ancora in pagamento da parte degli enti previdenziali, che sono state al centro di uno studio della Confartigianato. Secondo questa indagine, gli assegni concessi precocemente a "under 50" (in alcuni casi addirittura dopo appena 14 anni, 6 mesi e 1 giorni di servizio) pesano, come una sorta di tassa, per 6.630 euro su ogni lavoratore italiano in attività. La baby pensioni sono concentrate soprattutto al Nord (il 62,5%), mentre meno della metà sono assorbite complessivamente dal Sud (20,3%) e dal Centro (17,1%).
Dall’analisi della Confartigianato emerge che il 78,6% di queste pensioni sono erogate dall’Inpdap, l’ente di previdenza del pubblico impiego (424.802 assegni, il 56,5% donne), con un costo pari a 7,43 miliardi l’anno. Il rimanente 21,4% è a carico dell’Inps soprattutto con il canale dei regimi speciali e dei prepensionamenti, per una spesa di 2,02 miliardi l’anno. Considerata l’età di uscita dal lavoro dei baby pensionati – sottolinea lo studio della Confartigianato – la loro età attuale e la speranza di vita, i baby pensionati rimangono in pensione, in media per 40,7 anni: con una durata media della vita stimata a 85,1 anni, si tratta del 48% della vita trascorso in pensione.