Aldo Grasso, Corriere della Sera 28/10/2011, 28 ottobre 2011
LIORNI, SEMPRE SOTTOMESSO - S ì è
vero, la tv è maschilista: il maschio fa il giornalista e la femmina la valletta, il maschio è quello che dice le cose serie, la femmina è quella che deve alleggerire, il maschio conduce, la femmina deduce. Tutto vero, tutto ingiusto, come ha scritto Maria Volpe.
Però c’è un caso umano, una sofferta eccezione cui va tutta la nostra solidarietà: Marco Liorni. È una vita che tenta di dire la sua, ma c’è sempre una donna che lo sovrasta. Adesso sta conducendo «La vita in diretta» su Raiuno: poteva essere la sua grande occasione, una vetrina per dimostrare tutte le sue qualità. E invece... Invece ha incontrato Mara Venier che lo sovrasta in tutti i modi: fisicamente, con la sua risata incontinente, nell’eloquio, persino quando si confronta con gli ospiti. Marco è un timidone, ben educato, preferisce ritirarsi. Ieri c’era il collegamento con i funerali di Marco Simoncelli. I due erano compunti, ma a guidare il gioco con gli ospiti in studio (Lando Fiorini e Marino Bartoletti) era sempre lei. Lui non sa nemmeno parlare di calcio. Poi è arrivato in studio il mio grande Emiliano Mondonico e ho cambiato canale per troppo amore.
Liorni accetta da sempre la sua situazione, secondo un duro insegnamento di Montaigne: «Come il donare è qualità ambiziosa e di privilegio, così l’accettare è caratteristica di sottomissione». È un destino il suo: al «Grande Fratello» doveva fare il valletto di Daria Bignardi (non osava respirare, il poveretto), di Barbara D’Urso (aveva spazio per dire qualcosa?), di Alessia Marcuzzi (e qui le colpe sono anche un po’ di Marco, basta vedere come nella pubblicità degli yogurt la grande Geppi Cucciari stia scalzando la povera Alessia). Persino quando si è trovato a condurre «Il candidato», un programma che serviva a selezionare uno dei concorrenti della settima edizione del GF si è trovato tra i piedi Platinette.
È vero, verissimo, la tv è maschilista, ma al dramma, alla solitudine di Marco Liorni non ci pensa nessuno?
Aldo Grasso