Dario Di Vico, Corriere della Sera 28/10/2011, 28 ottobre 2011
C’E’
L’iPHONE IN SALDO E ROMA SI FERMA - L’assalto romano allo smartphone al tempo della Grande Bufera Finanziaria qualche interrogativo a economisti e sociologi lo pone. C’è innanzitutto la registrazione fattuale di come sia profondamente cambiata la nostra gerarchia dei consumi. Molto probabilmente per nessun altro tipo di merce si sarebbero create le code e la frenesia di ieri a Roma.
Ormai consideriamo gli iPhone e gli apparecchi simili come beni irrinunciabili, per certi versi identitari della nostra epoca e del nostro modo di vivere la modernità. Quando poi si intravede la possibilità di lucrare uno sconto si è disposti a qualsiasi sacrificio e tanto più a passare sul corpo dei rivali pur di arrivare per primi al bancone.
È vero, dunque, che i consumi sono in contrazione ma, attenzione, non crollano e comunque la ritirata non vale per tutti i beni. Una buona parte degli italiani riesce a tener fermo il suo abituale standard di vita grazie a un meccanismo lineare, sposta risorse dal risparmio agli acquisti. Aggiungono gli statistici che il reddito medio disponibile si è certamente contratto rispetto anche solo allo scorso anno ma in una proporzione (-0,4%) non così elevata da imporre un’immediata inversione a U. Del resto, secondo una recentissima ricerca della Swg condotta per conto della Coldiretti, l’89% degli intervistati giudica negativamente la situazione economica dell’Italia e il 62% ritiene che in futuro sia persino destinata a peggiorare. Ma il medesimo panel posto davanti alla richiesta di valutare la sua situazione economica e quella della propria famiglia dà una risposta sorprendente: i giudizi negativi riguardano solo il 21% dei casi mentre il 53% degli interpellati la giudica discreta/buona/ottima. Che vuol dire? Una cosa molto semplice: l’Italia va malissimo ma io me la cavo.
Quindi, ad onta di tutte le esternazioni catastrofiste che ascoltiamo al bar, in ufficio o in tram sullo stato dell’economia e della finanza pubblica nazionale i cittadini del Belpaese continuano a pensare che la crisi sia transitoria e se ne possa andare così come è arrivata. La dirigenza dell’Istat sostiene che questo convincimento dopo l’estate è meno saldo e condiviso, che sta maturando la percezione di un cambiamento profondo dei meccanismi di funzionamento della nostra società. L’assalto all’hi-tech di ieri a Roma ci segnala però come il senso di realtà fatichi a imporsi. Anche le illusioni, a modo loro, creano ingorghi.
Dario Di Vico