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 2011  ottobre 28 Venerdì calendario

Il figlio svela i segreti di Sharon E la biografia diventa un caso - Chi parlava più di Ariel Sha­ron, l’ex generale,l’ex primo mini­s­tro israeliano abbattuto da un ic­tus il 4 gennaio di 5 anni fa? Ma è ancora vivo? ci si domandava ogni tanto per poi controllare i vuoti di memoria negli immensi armadi di Wikipedia

Il figlio svela i segreti di Sharon E la biografia diventa un caso - Chi parlava più di Ariel Sha­ron, l’ex generale,l’ex primo mini­s­tro israeliano abbattuto da un ic­tus il 4 gennaio di 5 anni fa? Ma è ancora vivo? ci si domandava ogni tanto per poi controllare i vuoti di memoria negli immensi armadi di Wikipedia. Be’, il vec­chio combattente, 83 anni, la be­stia nera di Yasser Arafat e di tutte le fazioni armate palestinesi nate con L’Olp o dopo l’Olp,è ancora vi­vo. Anche se ridotto a una vita ve­getativa. A riportare il suo nome e la sua figura di leader alla ribalta ha pen­sato uno dei suoi figli, Gilad, che sul padre ha scritto (o meglio: ha completato) un libro-biografia («Sharon, la vita di un leader») che fa discutere ancor prima di sbarcare in libreria. Un libro boo­merang, in qualche modo, giac­ché potrebbe finire per rendere un cattivo servizio al padre, atti­randogli nuovamente le ire dei co­loni. Racconta Gilad Sharon di aver confrontato i fatti e le indi­scr­ezioni in cui si è imbattuto attin­gendo direttamente alla fonte. Ov­vero intervistando i maggiori lea­der politici coi quali il padre ebbe a che fare, a partire dall’ex presi­dente degli Stati Uniti George Bu­sh fino a Tony Blair, ex primo mini­stro britannico. Fra questi c’è an­che lo stenogramma di un incon­tro segreto, collocabile intorno al­l’anno Duemila, fra Shimon Pe­res, allora ministro degli Esteri israeliano e Abu Mazen,che sareb­be divent­ato presidente dell’Auto­rità Nazionale Palestinese pochis­simi giorni dopo l’ictus del suo acerrimo nemico Sharon. «Se si sa­pesse di questo incontro, sarei un uomo morto» confidò allora Abu Mazen a Peres. Quanto alla stima che Abu Mazen aveva del vecchio leader dell’Olp, Yasser Arafat, es­sa è testimoniata da una frase, at­tribuita all’attuale presidente del­l’Anp secondo il quale «Arafat non è una persona realistica». Stando alla ricostruzione di Gi­lad, Peres informò Sharon di aver discusso con Abu Mazen della estromissione politica di Arafat. Ma è sulla decisione di Sharon di sgomberare gli insediamenti ebraici dalla striscia di Gaza, nel­l’estate del 2005,che più sono de­stinate a rinfocolarsi le polemiche in Israele. Gilad Sharon afferma di essere stato lui stesso,già nell’otto­bre 2003, a convincere il padre che non poteva esserci un futuro di pace e di stabilità per gli otto­mila coloni circondati nella Striscia di Gaza da un milione e mezzo di palestinesi ostili. Di qui l’accusa, rivolta da un giornale della destra estrema a Sharon di essere sta­to «un populista flaccido» e non «uno statista alla Ben Gurion, co­me invece amava presentarsi». Quanto all’attuale primo mini­stro Netanyahu, ce n’è anche per lui: «Eri e sei rimasto un bugiar­do », disse Sharon, furibondo per non essere stato nominato mini­stro delle Finanze - era il 1997 - in quello che Gilad definisce l’incon­tro privato più breve della storia di un premier israeliano. Un capito­lo del libro­fa anche riferimento al­le stragi compiute dai falangisti li­banesi (1982) nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila in una Beirut allora presidiata in for­ze dall’esercito israeliano al co­mando di Sharon. Secondo Gilad, suo padre si oppose alla costitu­zione della Commissione ufficia­le di inchiesta sulle stragi (che lo avrebbe messo sotto inchiesta) ac­cusando l’allora premier Mena­chem Begin di «aver consegnato un ebreo» ai suoi nemici.