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 2011  ottobre 28 Venerdì calendario

Da Carla a Veronica: le donne di Silvio (con foto di Carla Elvira Dall’Oglio) - Arriva in libreria Questo amore

Da Carla a Veronica: le donne di Silvio (con foto di Carla Elvira Dall’Oglio) - Arriva in libreria Questo amore. Il sentimento mi­sterioso che muove il mondo ( Mondadori- Rai Eri, pagg. 340, euro 19,50) l’ultimo libro di Bruno Ve­spa ( nella foto) di cui presentiamo alcuni stralci re­lativi agli «amori» - rigorosamente al plurale, per­ché, come scrive l’autore, «nell’arco dei suoi ses­sant’anni di vita sessuale Berlusconi non è mai sta­to monogamo » - del presidente del Consiglio. Ieri su Giornale abbiamo pubblicato alcuni brani dal capitolo «Primo amore.I ricordi»sulle esperienze di gioventù di politici come Angeli­no Alfano, Rosy Bindi, Stefania Prestigiacomo e molti altri. *** «Vuole vedere il letto di Putin?». Silvio Berlusconi si alza da tavola e mi accompagna nello spazioso spogliatoio che introduce nella sua camera da letto a palazzo Gra­zioli. «Eccolo». È un piccolo dipin­to rettangolare, verosimilmente dell’Ottocento russo, che mostra una stanza dominata da un solen­ne letto a baldacchino, piuttosto alto e con le spalliere decorate. «L’ho fatto vedere a un mio amico architetto, ora purtroppo scom­parso, e lui mi ha detto: “Non mi piace. Adesso te ne regalo uno io”».Fa ancora due passi ed entria­mo nella stanza che, fra quelle de­gli uomini politici della storia del­­l’Italia unita, ha ospitato più don­ne in atteggiamento, come dire?, confidenziale, battendo certa­mente il record stabilito nel Ven­tennio dall’inquilino di palazzo Venezia, qui di fronte. (...) «Ecco il letto che mi ha regalato il mio ami­co architetto. Bello, no?». (...) Carla e Veronica, due amori diversi Berlusconi ha avu­to due mogli, Car­la Elvira Dal­l’Oglio e Miriam Raffaella Bartoli­ni, in arte Veroni­ca Lario . Con Car­la si sposò nel 1965: lei aveva 25 anni, lui 29. L’ave­va conquistata do­po un incontro al­la stazione Centra­le di Milano se­guendola in mac­china e facendosi trovare come per caso alla fermata dell’autobus do­v’era scesa. Mari­na nacque nel 1966, Piersilvio nel 1969. Si separa­rono nel 1985, ma hanno tuttora un ottimo rappor­to. Quando finì il loro matrimo­nio, Silvio conosceva Veronica La­rio da sei anni. (...) La signora La­rio mi ha confidato di aver sposato l’imprenditore geniale e di essersi adattata con difficoltà a vivere con il leader politico. Non a caso, tra il 2001 e il 2006 lo accompagnò solo in quattro incontri ufficiali (Bene­detto XVI, Putin, Bush, Blair). «Mio marito “è tanto”» mi disse nel 2007. (...) L’«affetto» per Vero­nica portò il marito a manifestare il «desiderio» per altre donne. Cre­do che tra i due ci sia stato un patto di reciproca libertà, vincolato tut­tavia a una discrezione che il Cava­liere ebbe qualche difficoltà a ri­spettare, un po’ per carattere e un po’ perché è la persona al mondo meno provvista di privacy. A fine gennaio 2007, abbiamo visto, in­c­ontrando Mara Carfagna alla fe­sta dei Telegatti di Canale 5, le dis­se: «Se non fossi già sposato, ti spo­serei ». (Lui sostiene di aver detto soltanto: «Sei una donna da sposa­re ».) Questo provocò una caustica lettera di Veronica Lario alla Re­pubblica ( 31 gennaio)in cui giudi­cava l’apprezzamento lesivo della sua dignità. Berlusconi si scusò pubblicamente e l’incidente sem­brava rientrato. Ma, come vedre­mo, due anni dopo le cose precipi­tarono. Berlusconi: «Ecco come sono nate le cene a casa mia» (...) La prima forte incrinatura al­l’immagine del presidente del Consiglio si ebbe nella primavera del 2009. Il 25 aprile fece un memo­rabile discorso a Onna, la frazione dell’Aquila distrutta tre settimane prima dal terremoto (...). Purtrop­po, l’indomani an­dò a C­asoria per fe­steggiare il diciot­tesi­mo complean­no di una ragazza, Noemi Letizia , nascondendo la fuga a Gianni Let­ta, che lo avrebbe frenato,ma non al­l­’opinione pubbli­ca, perché si fece fotografare con ciascuna delle de­cine di persone (dai genitori della ragazza a cuochi e camerieri) pre­senti alla festa. (...) Ne nacque uno scandalo in­ternazionale... (...) «Non ci fu al­cun peccato » mi ri­badisce Berlusco­ni. «Io non ho nep­pure mai sfiorato Noemi. Era una ragazza simpati­ca e allegra, era la personificazio­ne della spontaneità e della felici­tà. » Ma anche lei è venuta alle sue cene in Sardegna... «Una volta so­la e con un’amica, per la cena di Ca­podanno. Tutto il resto è stato una montatura. Una montatura tota­le... » Era una serata particolare. In un’intercettazione successiva con Gianpaolo Tarantini, un per­sonaggio al quale deve molti dei suoi guai, Berlusconi si vanterà di aver avuto, quella sera, undici ra­gazze in fila davanti alla camera da letto e di essersene «fatte» sol­tanto otto. Si trattava di una battu­ta, dirà il presidente del Consiglio. Tarantini era entrato nella corte di Berlusconi nell’estate del 2008. (...)Tra le donne da lui retribuite al­l’insaputa di Berlusconi (così ha sempre giurato il Cavaliere), la più nota è Patrizia D’Addario , 44 an­ni ben portati, che – vedremo tra poco – fu ospite due volte a palaz­zo Grazioli. Nei nostri incontri de­gli ultimi due anni, dopo l’esplo­sione del caso D’Addario, ho chie­s­to ripetutamente al Cavaliere co­me abbia potuto affidarsi a un uo­mo come Tarantini. Una volta mi disse che glielo aveva presentato Manuela Arcuri . Adesso sembra, invece, che lo abbia conosciuto at­traverso Sabina Began . («Lei dice di avermelo presentato insieme con la moglie. È possibile, ma io non lo ricordo.») (...) «Non avevo nessun motivo di diffidare di Ta­rantini » mi racconta Berlusconi. (...) «Insomma, le informazioni sul suo conto erano molto buo­ne ». (...) «Insomma, a queste cene, norma­lissime cene» mi racconta Berlu­sconi «partecipavano anche tren­ta- quaranta persone: c’erano da quattro a sei musicisti, sei camerie­ri, anche reclutati da agenzie ester­ne, diversi uomini della sicurezza. In nessuna occasione si è mai veri­ficata alcuna situazione licenzio­sa. Mi piace intrattenere gli ospiti, raccontare la politica a modo mio, far la corte alle belle signore e farle sentire delle principesse, mi piace cantare le mie canzoni». (...) «Vennero qui, alle 7.30 del matti­no, tre uomini e una donna. Per­quisirono dappertutto, la donna mi fece spogliare. Trovarono 4000 euro, un regalo del presiden­te... Poi mi portarono in questu­ra. » Elisa Toti , una bella donna di 32 anni, non ama ricordare quella fredda mattina di venerdì 14 gen­naio 2011 quando un nuovo ca­taclisma giudiziario – il più pesan­te e il più insidioso di tutti – si ab­batté sulla testa di Silvio Berlusco­ni. (...) Il 14 gennaio le « ragazze dell’Olgettina » erano otto: oltre a Elisa Toti, Iris Berardi, Maria Esther Garcia Polanco (in arte Marysthell), Aris Espinosa, Barba­ra Guerra, Ioana Visan, Imma De Vivo e sua sorella Eleonora (le ge­melle napoletane già «meteorine » del Tg4 di Emilio Fede). «Io non ho mai pagato nessuna persona per intrattenere dei rap­porti di sesso » mi dice il presiden­te del Consiglio. (...) «La storia del­l’Olgettina nasce così. Alcune ra­gazze volevano trasferirsi a Mila­no 2 per essere più vicine alla zo­na dove lavoravano. Nicole Mi­netti aveva trovato un apparta­mento poco costoso in un condo­minio di nuova costruzione pro­prio in quella zona» (...). Come ha conosciuto Nicole Minetti? «La Minetti viene da un’ottima fami­glia, si è laureata all’università del San Raffaele con 110 e lode, è di madrelingua inglese.L’ho incon­trata proprio in ospedale, al San Raffaele. Mi disse che (...) il suo so­gno era quello di fare politica. Mi diede il suo numero di telefono e io chiesi referenze a don Verzé (fondatore del San Raffaele, cono­sce Berlusconi dalla costruzione di Milano 2), che si disse interessa­to ad avere una persona vicina al San Raffaele nel consiglio regiona­le della Lombardia». (...) «A Ruby non ho fatto nemmeno un avance» La conversazione con il presiden­te del Consiglio tocca a questo punto l’argomento più delicato, la vicenda di Karima El Mahroug, in arte Ruby . Il 15 aprile 2010 la Procura di Milano apre un fascico­lo contro Lele Mora, l’agente del­lo spettacolo amico di Berlusconi attualmente detenuto nel carcere di Opera per induzione alla prosti­tuzione, anche minorile. Due poli­ziotti, l’ispettore capo Vito Alba­nese e l’agente scelto Marco Salvo­ni, stanno indagando da tempo su un giro di prostitute che fre­quentano un grande albergo nel centro di Milano. Tra queste, c’è Ruby. (...) Berlusconi chiama il ca­po di gabinetto della questura di Milano, Pietro Ostuni, gli segnala il caso, gli dice che Ruby è la nipo­te di Mubarak (così il funzionario ai magistrati) e gli chiede di affi­darla al consigliere regionale Ni­cole Minetti (maggiorenne e in­censurata, come prevede la nor­ma). (...) Uscita dalla questura, la Minetti chiama Berlusconi e gli passa Ruby. Dichiarerà la ragaz­za: «Il presidente mi ha detto di non farmi più vedere né sentire, perché non gli avevo rivelato di es­sere minorenne ». (...) Il 21 dicem­bre viene iscritto nel registro degli indagati anche Berlusconi, e la bomba esplode il 14 gennaio con l’irruzione all’Olgettina.Il pubbli­co minis­tero Ilda Boccassini chie­de il giudizio immediato per il pre­sidente del Consiglio (...). A que­sto punto potrebbe nascere il so­spetto che – se difficilmente Berlu­sconi potrà essere condannato in aula – già lo è stato nel processo mediatico celebrato in tutto il mondo. Se la Carfagna non fosse sua amica, sarebbe ministro? «Forse no, ma ha tutte le qualità per esserlo, e si è rivelata un otti­mo ministro. Nei 160 Consigli dei ministri svoltisi in questa legisla­tura fino alla fine di ottobre 2011 ha fatto sempre ottimi interventi, ha ottenuto dal Parlamento l’ap­provazione di due leggi importan­ti e abbiamo ricevuto ottimi ri­scontri dalle sue missioni all’este­ro. Non è solo bella, è anche bra­vissima. E poi, nella campagna per le elezioni regionali, ha otte­nuto il record nazionale delle pre­ferenze con 56.000 voti».