SIMONETTA FIORI , la Repubblica 27/10/2011, 27 ottobre 2011
L´ULTIMO GIALLO DI GARIBALDI "HANNO TRAFUGATO LA SALMA"
Chi ha paura della salma di Garibaldi? E perché abbiamo creduto finora che l´incontro con Vittorio Emanuele II fosse avvenuto a Teano, e non a Vairano, vero teatro dello storico passaggio di consegne? In coda alle celebrazioni, il Risorgimento si tinge di giallo. E due icone della nostra storia patria rischiano in un solo colpo di essere spazzate via: il corpo dell´eroe e la città simbolo della resa di Garibaldi a casa Savoia. Il merito è della Treccani, che ha divulgato ieri la ricerca dello storico Giuseppe Monsagrati, destinata a cambiare i manuali di storia. O meglio, a correggerli, con una specificazione: l´incontro tra il Re di Sardegna e l´Eroe dei Due mondi, il 26 ottobre del 1860, si svolse in realtà nel quadrivio di Taverna della Catena - località vicina a Vairano Patenora (provincia di Caserta) - mentre il commiato definitivo fu a Teano, al confine tra Campania e Molise. Un responso salomonico, quello annunciato nella sede della Treccani, ad evitare "una guerra del Teano rapito", come l´ha definita un divertito Giuliano Amato.
Ma prima di raccontare questo giallo storico-municipale, nutrito di gelosie, rivalità, scambio repentino di lapidi, introduciamo subito l´altro enigma della giornata, narrato dalla bisnipote Anita Garibaldi, seduta in prima fila alla conferenza su Teano-Vairano. Signora garbata, nipote diretta di Ricciotti Garibaldi - figlio dell´eroe, anche lui combattente garibaldino - Anita racconta una storia singolare. «Ho ottenuto da Sandro Bondi l´autorizzazione a riesumare la salma di mio bisnonno. Il cadavere di Garibaldi fu imbalsamato, peraltro contro la sua volontà. E dopo quasi 130 anni pensiamo che meriti un restauro. Ma non se n´è fatto niente». Cosa è accaduto? «Mi è arrivata una telefonata: "Se lei insiste nella riesumazione, le accadrà qualcosa di molto brutto"». Una minaccia. «Sì, da parte di un potere forte». Ma per quale motivo? «Il sospetto è che la salma sia stata trafugata da tempo. Scoprire la beffa significherebbe mettere in ginocchio l´economia costruita intorno a quella tomba, peraltro un orribile granito che mio bisnonno non avrebbe mai voluto sulla testa». E cosa avrebbe voluto suo bisnonno? «Essere bruciato, ridotto in cenere, sopra il meraviglioso terrapieno di Caprera. Ma i potenti dell´epoca, per finalità politiche, preferirono metterlo dentro una tomba». Ma chi ne avrebbe trafugato la salma? «Qualcuno che gli voleva bene. E lo accontentò, liberandolo dalla prigione di granito». Nella grande famiglia dei Garibaldi - litigiosa come tutte le grandi tribù - Anita assicura di avere dalla sua 34 discendenti, firmatari della richiesta di riesumazione. «Ora non mi rimane che mobilitare un soccorso internazionale. Chi ha ancora paura di mio nonno Garibaldi? Mi piacerebbe saperlo».
Dal ratto della salma converrà ora tornare alla beffa del Teano rapito. Il primo a restituire dignità storica a Vairano fu nel 1909 il generale Del Bono, presto contestato - forse per gelosia - da un altro ufficiale, che gli scatenò uno storico locale di Teano. Il fascismo avrebbe fatto il resto, imbavagliando Vairano a favore di Teano. «Da Alberto Mario a Francesco Crispi», dice ora Monsagrati, «tutte le testimonianze collocano l´incontro alla Taverna della Catena, una sorta di autogrill dell´epoca. Poi seguì una lunga cavalcata fino a Teano, dove effettivamente i protagonisti si accomiatarono». La Secchia non è rapita ma divisa, tiene a rimarcare Giuliano Amato. «Ed è bene che le due parti l´accettino. Sarei dispiaciuto se ciò provocasse lutti e morti». A Teano naturalmente già preparano la controffensiva, ma questa è davvero un´altra storia.