RODOLFO SALA , la Repubblica 27/10/2011, 27 ottobre 2011
A MANUELA 760 EURO AL MESE DAL ´92 E LO STATO NE DÀ 800 MILA ALLA SUA SCUOLA - MILANO - È
dall´anno di grazia 1992 che Manuela Marrone - allora non ancora in Bossi - percepisce una pensione. Pensione baby, all´epoca la signora aveva 39 anni, ma le famose «regole» che oggi il suo consorte invoca le permisero di dare un dolce addio alla cattedra. Volendo, bastavano 19 anni sei mesi e un giorno di servizio - cinque di meno alle donne sposate - per mettersi a riposo. Lei volle, così da 18 anni incassa con regolarità il suo assegno mensile: l´ultimo ammonta a 766,36 euro netti.
Certo, la Manuela lavora ancora, come si è sbracciata in tv la ministra Gelmini lasciando intendere che quelle di Fini fossero calunnie. Lavora, ma da pensionata: dirige la scuola Bosina, istituto privato di Varese da lei fondato nel 1998. Qualcosa di cui l´Umberto va molto fiero: «È brava, in quella scuola si insegna leggere e scrivere in modo creativo, grazie anche alla musica», ha confidato più di una volta il Senatùr ai giornalisti che lo seguono. L´istituto ha come presidente l´ex senatore leghista Dario Galli, e lo scorso giugno ha ricevuto un contributo dallo Stato pari a 800mila euro: 300mila per il 2009, il resto per il 2010. Soldi elargiti grazie alla cosiddetta «legge mancia», che consente a ogni singolo parlamentare di sovvenzionare iniziative culturali. La somma è notevole: moltissimi eletti della Lega hanno concentrato il loro «appannaggio» annuale proprio alla scuola Bosina.
Un gesto di gratitudine nei confronti della donna che nel 1994, due anni dopo il baby-pensionamento, sposa Umberto Bossi, che le ha dato tre figli: Renzo, Roberto Libertà, Eridano Sirio. Matrimonio civile a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, a officiare un emozionatissimo Marco Formetini, borgomastro da un anno, avvolto nella fascia tricolore d´ordinanza. Ma si erano conosciuti molto prima, l´Umberto e la Manuela, nonno siciliano che sbarcò fa Favara a Varese per fare il funzionario d´anagrafe, salvo poi pagare con l´internamento in un lager nazista l´attività di antifascista (Calogero Marrone si diede molto da fare anche per aiutare gli ebrei a fuggire). Il colpo di fulmine tra i due risale a una serata di Carnevale del 1982, quando lei insegnava in un collegio di suore e lui aveva già fondato, proprio in quell´anno, la Lega autonomista lombarda, insieme a Roberto Maroni e Giuseppe Leoni. Ma fu nell´appartamento di 40 metri della Manuela, dotato di ciclostile, che prese forma la Lega lombarda, il cui atto di nascita ufficiale risale al 12 aprile dell´84: dal notaio, quel giorno, c´era anche lei. Una presenza costante, mai venuta meno.
Il ruolo politico di lady Bossi, che nel 1987 era stata pure eletta in consiglio provinciale a Varese (un solo mandato), diventa decisivo ai tempi della malattia del Senatùr. Nella primavera del 2004, dopo l´ictus che lo ha colpito, la signora sente aria di successione, e per stroncare le aspirazioni dei colonnelli stende un fitto cordone sanitario attorno al marito e non permette a nessuno di gestire alcunché. Quando un anno dopo Bossi tiene il suo primo comizio a Lugano, al suo fianco c´è Renzo: «Dopo Bossi - urla la pasionaria Rosi Mauro - c´è ancora Bossi».