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 2011  ottobre 24 Lunedì calendario

AUTO, VIAGGI E GIOIELLI GIA’ LASCIANO "TRACCIA"

Automobili, viaggi, iscrizione a circoli esclusivi. Ma anche il possesso di cavalli da corsa, hobby costosi, frequentazione di case da gioco e partecipazioni ad aste. E fra poco spese di lusso, conti correnti e beni intestati alla società. Le banche dati del fisco diventano sempre più ricche. Con un unico obiettivo: ricostruire l’esatto tenore di vita dei contribuenti per stanare gli evasori. Il patrimonio di informazioni, infatti, alimenterà il nuovo accertamento sintetico, vale a dire lo strumento delineato dalla manovra estiva del 2010 con cui il fisco accerterà chi spende più di quanto dichiara, salvo prove contrarie del contribuente.

Le «vecchie» fonti

Ma dove e come possono arrivare queste «tracce» di capacità contributiva? Procediamo in ordine cronologico. Gli acquisti di case, terreni, così come i mutui, i finanziamenti e i canoni di locazione sono già da tempo censiti attraverso l’Anagrafe tributaria. Tranne alcuni dati già chiesti in dichiarazione (come le spese di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica degli edifici che hanno avuto accesso ai bonus del 36% e del 55%), gli indizi aggiuntivi (e aggiuntisi più di recente) sulle spese dei contribuenti italiani vengono acquisiti dall’ammanistrazione finanziaria attraverso i poteri di indagine e di controllo. È il caso, a esempio, delle richieste tramite questionari (e, in caso di reticenza, addirittura di accessi) a circoli o club esclusivi sui nominativi degli iscritti. Come pure alle a scuole private sugli studenti frequentanti e sulle rette pagate. O ancora alle agenzie di viaggio, a cui vengono chiesti i nomi di contribuenti che hanno acquistato pacchetti di valore superiore a determinati importi. Ma il monitoraggio delle grandi spese si fonda anche sul controllo economico del territorio: in questa direzione va il lavoro svolto dalla Guardia di finanza attraverso, ad esempio, posti di blocco stradale e la segnalazione di conducenti di autovetture di grossa cilindrata, o ancora con il controllo in mare di imbarcazioni.

Al controllo del territorio contribuiscono anche le segnalazioni qualificate dei Comuni, che sono stati ulteriormente "invogliati" dalla manovra di Ferragosto con la promessa di ottenere il 100% delle somme recuperate a chi evade. Comuni che, comunque, potranno essere coinvolti nell’accertamento sintetico con le richieste di approfondimenti da parte del fisco dopo il contraddittorio con il contribuente.

I nuovi aggiornamenti

Questo è quanto avvenuto finora ma le «tracce» a disposizione sono destinate a crescere notevolmente grazie alle norme introdotte nell’ultimo anno. Merito soprattutto del meccanismo in piedi dallo spesometro. Il sistema è andato a regime dal 1° luglio scorso. In pratica, commercianti ma anche esercenti o ristoratori dovranno comunicare alle entrate il codice fiscale di chi ha effettuato shopping di lusso. Così il database del fisco si arricchirà in modo automatico e continuativo con tutti gli acquisti di beni e servizi che superano i 3mila euro (Iva esclusa). La prima tranche relativa alle informazioni 2010 (la soglia rilevante in questo caso era però di 25mila euro) arriverà negli archivi informatici delle Entrate entro la fine di quest’anno.

E non finirà qui. La conversione della manovra di Ferragosto ha aggiunto due ulteriori tasselli in arrivo dai prossimi periodi d’imposta: la comunicazione de beni intestati a società e concessi in uso ai soci o ai familiari e le liste selettive dei conti correnti bancari. Sul primo fronte, le società intestatarie di beni concessi a soci o familiari a prezzi di favore rispetto a quelli di mercato saranno tenute, tra l’altro, a inviare una comunicazione telematica all’amministrazione finanziaria. In questo modo, gli uffici procederanno al controllo sistematico dei contribuenti "indicati" per ricostruire il loro reddito effettivo.

Sul secondo fronte, il fisco potrà procedere all’elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo sulla base di informazioni fornite “per massa” dagli intermediari finanziari e relative, ad esempio, al numero di conti correnti intestati, alla localizzazione geografica, alle movimentazioni o ai trasferimenti da e per l’estero.

Un "tesoro" attraverso cui ogni ufficio sarà potenzialmente in grado di scegliere i contribuenti da accertare confrontando, ad esempio, il reddito imponibile e il debito di imposta indicato in dichiarazione con le spie di eventuali incongruenze. Rosanna Acierno - IL REDDITOMETRO CHIEDE AIUTO A UNICO - Accertamenti da "tripla A" con il nuovo redditometro. Il fisco potrà controllare non solo quanto guadagna un contribuente dai dati delle dichiarazioni dei redditi, ma anche quanto spende (con il redditometro) e quanto risparmia (con i dati bancari e patrimoniali). Il cerchio così si chiude: la somma delle spese e del risparmio dovrà portare al reddito effettivo. Per aggiornare il nuovo redditometro, di cui domani l’Agenzia svelerà tutti i dettagli alle categorie produttive, i dati affluiranno da più canali. Alcuni sono stati già attivati in passato (si veda la pagina a lato). Ma visto che lo strumento deve indicare l’intera capacità contributiva del cittadino per rapportarla poi a quanto viene indicato in dichiarazione, sarà chiesto un contributo anche attraverso Unico.

Oltre agli indizi già conosciuti o conoscibili, infatti, l’amministrazione starebbe ipotizzando di chiedere alcune informazioni ulteriori necessarie soprattutto a quantificare non tanto ulteriori spese ma i beni patrimoniali non conosciuti o censiti in altri database accessibili al fisco.

Si pensi, per esempio, ai redditi di capitali o ai dividendi in partecipazioni non qualificate. Ma anche i Bot e Cct che, in fondo, un po’ sulla falsa riga di quanto già ora avviene con l’Isee quando vuole accedere a una prestazione agevolata. A rileggerla ora, non era poi così causale la norma che si voleva inserire nella conversione della manovra per chiedere l’Iban dei conti correnti bancari in dichiarazione. Una misura "bloccata" dalla commissione Bilancio del Senato e, quindi, non riproposta dal Governo nel maxiememndamento ma che ora potrebbe ritornare per dare un contributo di aggiornamento costante al redditometro.

È arrivata, invece, al traguardo la norma sulle liste selettive che consentirà al fisco di accedere ai dati sui conti correnti per individuare i soggetti da controllare. Un cambiamento a 360 gradi, visto che finora le intestazioni di conti e rapporti finanziari possono "emergere" solo dopo una specifica indagine nei confronti del contribuente e solo dietro l’autorizzazione del direttore regionale delle Entrate o del comandante regionale della Guardia di Finanza.

Un passo deciso verso la mappatura di spese e patrimoni in cui il nuovo redditometro rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della lotta all’evasione come ha precisato lo stesso direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera: «Anziché inseguire i ricavi sommersi, che sono difficili da individuare e da provare al giudice, perché possiamo benissimo trovare un commerciante che non fa due scontrini ma poi dobbiamo dimostrare che non li fa sempre, stiamo portando avanti un’operazione di controllo del reddito speso con quello dichiarato e abbiamo aggiunto con l’ultima manovra anche i patrimoni perché andremo a vedere quanto c’è sui conti correnti bancari, titoli e altro. Avremo investimenti mobiliari, reddito speso e reddito dichiarato».

Ma la vera differenza rispetto al passato dovrà farla la compliance, vale a dire la capacità di adeguarsi spontaneamente e di dichiarare redditi in linea con il tenore di vita. E anche in questo caso i contribuenti dovranno dare un contributo in termini di dati.

Le case di software sono al lavoro per mettere a punto il programma che girerà sui computer degli intermediari abilitati: "pescherà" le informazioni già disponibili, chiederà integrazioni al contribuente in riferimento alle voci di spesa ritenute rilevanti dall’amministrazione finanziaria, indicherà la situazione del diretto interessato in base ai parametri fissati dal fisco. L’intermediario, così, diventerà una sorta di tutor tributario continuo, che potrà avere in tempo reale il polso sulla congruità del tenore di vita con quanto denunciato nella dichiarazione dei redditi. E il presidente di Assosoftware, Bonfiglio Mariotti, lancia una proposta: «Perché non gestire con una procedura telematica anche gli inviti degli uffici a fornire ulteriori elementi prima di emettere l’avviso di accertamento?». Marco Mobili, Giovanni Parente