[JOHN FOLEY], La Stampa 27/10/2011, 27 ottobre 2011
Prezzi in picchiata, a Shanghai la rivolta dei proprietari di case - Acquirenti di case, arrabbiati e con cartelli, hanno fornito alla Cina un anticipo del guaio immobiliare che le sta venendo incontro
Prezzi in picchiata, a Shanghai la rivolta dei proprietari di case - Acquirenti di case, arrabbiati e con cartelli, hanno fornito alla Cina un anticipo del guaio immobiliare che le sta venendo incontro. Le 300 persone che hanno invaso un’agenzia di Longfor di Shanghai il 22 ottobre erano adirate non per valori troppo alti ma per via di un apparente calo del 25% dei prezzi, registrato dall’acquisto delle loro case. In realtà, i prezzi non sono ancora scesi così rapidamente. Ma una forte correzione sembra probabile e quando ciò accadrà tali scene diventeranno più comuni. I prezzi degli alloggi della Cina sono difficili da valutare correttamente. I dati ufficiali che mostrano che i prezzi erano invariati a settembre non confrontano gli immobili su base omogenea. Infatti, non è chiaro se Longfor abbia tagliato i prezzi: può aver deciso di mettere sul mercato immobili più convenienti. Ciò nondimeno, ci sono segnali che i prezzi stanno cominciando a crollare. I consulenti di beni immobiliari riferiscono sempre più di sconti del 5-10% per chi compra in contanti, mentre secondo Chen Jie dell’Università Fudan di recente circa il 60% dei progetti di Shanghai ha tagliato i prezzi. Questa tendenza potrebbe accelerare nei prossimi mesi, poiché i costruttori edili stanno finendo la liquidità. È vero, molti hanno integrato con obbligazioni e prestiti, così da sembrare ben provvisti. La notevole liquidità di Longfor, pari a 12 miliardi di yuan, è quasi tre volte i suoi prestiti a breve termine. Ma i conti pubblicati sono solo un quadro parziale. Per esempio, i costruttori edili devono spesso investire i depositi degli acquirenti in depositi a garanzia e, quindi, una certa liquidità che appare nello stato patrimoniale potrebbe non essere facilmente accessibile. Quindi, il problema non è se i prezzi scendono ma di quanto scendono. Secondo Daiwa Securities, le grandi azioni quotate dei costruttori edili sono scambiate con uno sconto del 60% rispetto al loro valore contabile, il che indica che gli investitori sono pessimisti. Se i prezzi sulla costa orientale, dove è aumentata di più l’inflazione, seguissero la tendenza che era in atto prima dello stimolo del 2009, sarebbero in linea con un calo approssimativo del 15%. Una flessione di due volte questa cifra non è inconcepibile.