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 2011  ottobre 28 Venerdì calendario

Paura al Festival. La notte di Halloween incombe e la rassegna, come da tradizione, celebra la festa del momento

Paura al Festival. La notte di Halloween incombe e la rassegna, come da tradizione, celebra la festa del momento. Tra vampiri innamorati, bambini posseduti e presenze misteriose, ci si interroga sul perenne successo di un genere cinematografico che, a differenza di altri, non ha mai conosciuto coni d’ombra. E chi potrebbe rispondere meglio se non James Wan, malese, cresciuto in Australia, noto per aver dato il via alla saga di Saw, riconosciuta dal «Guinness World Records» la serie horror di maggior successo di tutti i tempi? La notte del 31, alle 24 in punto, Wan sarà protagonista di una lezione sul cinema dell’orrore, seguita dalla proiezione della sua ultima creatura, Insidious , storia di una famiglia alle prese con il coma del primogenito e con il contemporaneo scatenarsi di strani fenomeni tra le pareti domestiche: «Qualcuno lo ha definito un incrocio tra Poltergeist eL’Esorcista, due film che ho apprezzato moltissimo, il primo, quand’ero ragazzino, mi terrorizzò letteralmente». Insidious vuol essere infatti «un omaggio ai film con cui siamo cresciuti e che abbiamo amato, ma allo stesso tempo una storia ricca di elementi non tradizionali». Oltre che con l’ultimo titolo di Wan, il Festival si tinge di nero con la presentazione in anteprima (domani) di alcune sequenze più il backstage dal set di The Twilight saga Breaking Dawn Part 1, e poi con Babycall del norvegese Pal Sletaune (in concorso) dove, nella quiete solo apparente della città di Oslo, una madre (Noomi Rapace, eroina delle trasposizioni cinematografiche della trilogia di Larsson) e il suo piccolo devono vedersela con l’ombra inquietante di un bambino che appare e scompare. «L’horror è un po’ come la commedia - dice Wan -, non passa mai di moda, perchè, così come si ha bisogno di ridere, si ha anche bisogno di aver puara, cioè di provare uno dei sentimenti primordiali dell’essere umano. Vedere un film di questo tipo è un po’ come fare un giro sulle montagne russe, le scariche di adrenalina ci sono, ma con la sicurezza che tutto finirà e si resterà incolumi». I principali fruitori del cinema del terrore sono teenager: «E’ vero, loro sono sempre stati appassionati di questo tipo di racconti. Forse perchè le persone giovani possiedono un forte senso d’immortalità, pensano di essere esenti dalla fine e quindi ne sono tranquillamente attratti. La morte di qualcuno come il palesarsi di un’entità demoniaca sono cose lontane ed estranee, fuori dal loro mondo». Il fenomeno Saw ha aperto una nuova era nel settore, lanciando il discusso sottogenere del «torture porn», ma gli studios, sostiene Wan, non sono interessati al tema come in passato: «Oggi si fanno film horror pensando solo alla platea dei ragazzini, non si rischia e non si creano più pellicole, come L’Esorcista , che possano coinvolgere anche gli adulti. E’ un peccato, l’unico modo per tornare a quel tipo di cinema è uscire dal sistema hollywoodiano e produrre a basso budget, come facciamo noi». Dopo il primo capitolo di Saw , Wan e i suoi collaboratori non avevano alcuna intenzione di fare seguiti, ma il successo è stato talmente travolgente da convincerli a cambiare idea: «Non voglio scioccare le persone, m’interessa che si divertano e che siano colpite, questo sì. Credo che la forza dell’impatto psicologico di film così si basi soprattutto sui legami con i fatti reali. Questa è la regola numero uno, tutto quello che succede in un film dell’orrore deve avere connessioni con la nostra realtà quotidiana». Ammiratore del cinema di Bava e di Argento, James Wan ha il suo sogno nel cassetto, diametralmente opposto a tutto quello che ha fatto finora: «Adoro la commedia romantica, è il mio genere preferito, vorrei farne una con Hugh Grant protagonista».