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 2011  ottobre 28 Venerdì calendario

Venerdì 28 Ottobre, 2011 CORRIERE DELLA SERA © RIPRODUZIONE RISERVATA Trovare lavoro con le gare online Tre consigli per vincere nel «crowdsourcing» Come differenziarsi dalla massa nella ricerca di un impiego

Venerdì 28 Ottobre, 2011 CORRIERE DELLA SERA © RIPRODUZIONE RISERVATA Trovare lavoro con le gare online Tre consigli per vincere nel «crowdsourcing» Come differenziarsi dalla massa nella ricerca di un impiego. Al bando le fumisterie dei luminari in psicologia delle folle. In tempi di crisi - e con una disoccupazione giovanile quasi al 30% - il lavoro s’inventa. E lo si "vince", partecipando a delle gare bandite da motori di ricerca dedicati come BootB (http://www.bootb.com/it/) e Zooppa (http://zooppa.com/). Benvenuti nel crowdsourcing, sintesi anglosassone tra crowd (gente comune) e outsourcing (esternalizzare). Per i non addetti ai lavori ecco qual è la sua "filiera": un’azienda affida a dei portali-mediatori il brief (la descrizione delle finalità di un progetto formalizzato in un documento) per la creazione - entro tempi stabiliti e dichiarando il "premio" in denaro - di materiale below the line, come la creazione o il restyling di un logo e di veri e propri siti web. Ma spesso i progetti crowd possono interessare anche l’advertising - come l’ideazione di campagne stampa - il mondo del design e delle pubbliche relazioni. E allora conviene attrezzarsi per non farsi trovare impreparati. Serendipity Racconta Carlo Infante, direttore di Urban Experience, un social network che proprio grazie al crowdsourcing sperimenta modelli di urbanistica partecipativa, che il termine chiave è serendipity: "Trovare ciò che non cerchi". "Bisogna saper navigare sul web - dice - e acquisire la cosiddetta «sensibilità da esplorazione informativa». Ormai l’organizzazione del lavoro va riconsiderata, perché i vecchi modelli produttivi sono saltati e ora ciò che conta per un’azienda non è raccogliere curricula secondo una logica di schedatura, ma acquisire elementi informativi sul potenziale candidato. Quindi il suo portfolio, il suo blog, le sue inclinazioni". Liberi, quindi creativi Appurato che chi è alla ricerca di un’occupazione ha come fine ultimo quello di essere contrattualizzato all’interno di un’azienda - anche per una mera gratificazione economica - il modello crowdsourcing rappresenta il primo passo di un giovane professionista alla ricerca di collocazione. Rileva Marco Masella, direttore della scuola di Palo Alto (una business school non accademica che forma executive e manager) che il valore aggiunto è nella libertà: "Spesso chi è assunto finisce per difettare di creatività perché viene inglobato dalla struttura. Ecco perché anche i direttori Risorse Umane delle aziende sperimentano il crowdsourcing per testare l’inventiva e la professionalità di chi partecipa ai progetti". Creare il network E con il trionfo del web 2.0 il potenziale candidato non può esimersi dal frequentare anche i social network professionali. Dice Fabrizio Cataldi, direttore di Comunicazione Italiana (un business social media che ha come obiettivo quello di far incontrare i decision makers delle aziende) che non si può non tenere conto delle reti: "Ormai chi cerca lavoro ha più possibilità se è capace di fare community. E il crowdsourcing serve ad ampliare il ventaglio di contatti in vista di una collocazione professionale futura". Fabio Savelli