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 2011  ottobre 28 Venerdì calendario

fare (settimana SCORSA)Raptus di gelosia, uccide un uomo a coltellate e ne ferisce un altro STALKER ASSASSINO

fare (settimana SCORSA)Raptus di gelosia, uccide un uomo a coltellate e ne ferisce un altro STALKER ASSASSINO. La vittima, Jacopo Mariotto, un cameriere di appena ventiquattro anni, abitava a Ponte Florio. Il ragazzo voleva difendere la madre della fidanzata dall’ex che la stava molestando. L’aggressore s’è chiuso in casa e ha aperto il gas per farla saltare. Arrestato in un blitz 27/10/2011E-MAILPRINT A La palazzina di Borgo Roma, in via San Giovanni Lupatoto, dove si era barricato l’uomo arrestato per omicidio. Aveva minacciato di far saltare la casa FOTOSERVIZIO DI COSTANTINO FADDA Verona. Oggi in molti diranno che si sapeva che sarebbe finita male. Ma è finita peggio di quanto si potesse ipotizzare. Ieri pomeriggio verso le 18, il marocchino Said Karikka, 33 anni, impiegato nella sala Bingo di Basso Acquar è entrato nell’appartamento della sua ex convivente Margherita Poddie di Lieto, in via Tunisi 7 e ha tirato fuori un coltello da cucina e ha ammazzato Jacopo Mariotto, 24 anni, cameriere, residente in via Da Legnago 9 a Ponte Florio, fidanzato di Luana di Lieto, figlia di Margherita. Poi ha ferito un cinquantaquattrenne sardo, Gianmario Sias, che era arrivato da qualche giorno dall’isola per far visita a Margherita. L’uomo ha riportato lesioni gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita Poi il marocchino è risalito sulla sua Ford Fiesta, sporco di sangue come se fosse uscito da una macelleria, e s’è diretto nel bilocale che aveva affittato il 31 agosto scorso, quando Margherita gli aveva detto addio per sempre, in via San Giovanni Lupatoto 59 e s’è barricato in casa. Arrivando nel parcheggio sotto casa per poco non ha investito un vicino che era appena sceso dall’auto con il figlioletto. Karikka è risalito in casa, ha aperto il gas deciso a far saltare per aria sè stesso e il palazzo. È lì che la polizia l’ha raggiunto. Quando gli hanno suonato il campanello s’è affacciato alla finestra: «Andate via tanto non vi apro», ha urlato e ha richiuso. Così sono intervenuti anche i vigili del fuoco, in una corsa contro il tempo. A colpi di mazzate hanno buttato giù la porta. E la polizia ha arrestato Karikka per omicidio e per tentato omicidio dell’altra persona. Hanno dovuto sedarlo per farlo entrare in ambulanza e poi trasferirlo in carcere. «La baraonda era già cominciata prima », dice Armando Rossi, che abita al primo piano di via Tunisi, «il marocchino era venuto qui a fare litigare ed era arrivata la polizia che lo aveva mandato via. E lui ha detto: «Tanto tra mezz’ora torno qui e ammazzo tutti». E ha fatto così. È tornato a casa a prendere il coltello, presumibilmente. E poi è tornato indietro. Resta da capire se gli è stata aperta la porta o se lui avesse ancora le chiavi. Sta di fatto che ha aggredito Margherita, Jacopo e l’amico sardo si sono messi in mezzo. Il giovane è stato colpito alla giugulare, Sias allo stomaco. «Il marocchino quando è scappato via era tutto pieno di sangue, sembrava che avesse sgozzato qualcuno. Guardate c’è ancora sangue lì, c’era sangue dappertutto», continua Rossi che racconta anche di un dodicenne, secondo figlio della Poddie, allontanato dall’appartamento nel pomeriggio. Le scarpe con le suole intrise di sangue sono state ritrovate in quel bilocale spoglio. Un divanetto blu, un frigorifero con le bottiglie d’acqua in plastica, una coperta gettata a terra usata forse per chiudere la fessura della porta e impedire al gas di uscire. Non ci voleva stare in quell’appartamento Karikka, lui voleva tornare da Margherita che però non lo voleva più L’aveva tormentata, ma lei di tornare ad avere una relazione con il marocchino non ne voleva sapere. «Era un tipo tranquillo, da vedere, almeno», dice Daniele, un vicino di casa del marocchino, «anzi siccome lui tornava a casa dal lavoro anche alle quattro del mattino, io gli avevo detto di dare un’occhiata in giro visto che alle volte qui gira gente strana». Ma alla moglie di Daniele invece il marocchino piaceva poco: «Magari a dirlo adesso sembra di essere influenzati per quello che è successo. Ma a me non piaceva per niente. Aveva un modo di guardare brutto, metteva paura». Anche loro ieri hanno rischiato di saltare per aria. Se Karikka fosse riuscito a mettere in atto il suo piano, tutta la palazzina sarebbe esplosa. Ieri sera al lavoro in entrambe le case c’era la polizia scientifica. Sigillata la casa di via Tunisi teatro della tragedia. È possibile che anche oggi ci sia un ulteriore sopralluogo. Sequestrata l’abitazione del marocchino. In entrambi i posti tanta gente a raccontarsi quello che sapeva, quello che non sapeva. In entrambi i palazzi, tanti stranieri, o gente venuta da fuori che poco conosceva i loro vicini. «Ma lo diranno anche a Canale 5 quello che è accaduto?», chiede una residente di via Tunisi, quasi che l’enormità della tragedia si possa misurare dall’essere o meno in televisione. Alessandra Vaccari