Silvia Truzzi, il Fatto Quotidiano 26/10/2011, 26 ottobre 2011
VENDITTI
& VERDONE SILVIO CHE FARO’ SENZA DI TE - Antonello Venditti al microfono, Carlo Verdone alla batteria. Sul sito del Servizio pubblico di Santoro (ripreso da Il fattoquotidiano.it ), compare in home page un video “non autorizzato”: si chiama La ragazza del lunedì ed è dedicata al premier. Una decina di persone saltano al grido di “Silvio che farò senza di te?”, requiem da discoteca, ennesimo sberleffo negli ultimi giorni dentro il bunker. Almeno questa è la predizione dell’autore, intercettato a bordo di una Smart nel cuore di Roma: l’album – in uscita il 29 novembre – nel lettore cd e al volante Venditti che canta Venditti. “In questo disco ci sono molte cose: la speranza, la voglia di libertà, l’immigrazione a Lampedusa. Dio e Allah. In mezzo alcune figure femminili: vorrei un mondo con più donne e più giovani”. Scorrono strade e ricordi. In differita dagli anni 70, Paese sera sottobraccio: “Facevo il ricercatore di Filosofia del diritto, una volta i fascisti mi aggredirono. Dall’istituto uscì un professore, un uomo mitissimo, si chiamava Orecchia. Aveva la pistola in mano, sparò in aria, i fascisti se ne andarono”. Mille canzoni in immaginario sottofondo – da Lilly a Compagno di scuola – e la politica nel navigatore. Semaforo rosso, viale Trastevere: “Non ti voglio più non ti credo più e non piango più”. Gorgeggio, marcia, si parte. “Il re ci vuole tristi, ma non ci stiamo”.
Scusi, perché del lunedì?
Perché noi ci confrontiamo con Berlusconi il lunedì, quando si presenta in tribunale a Milano. Per il resto ha uno sguardo distratto verso la sua donna, l’Italia. È tutta l’Italia che canta al suo presidente ‘non mi fido più’.
È stato un grande amore?
Certo che sì. Berlusconi piaceva a tanti.
È ancora affascinante?
Oggi ha un fascino assolutamente negativo. Però la parabola dell’uomo è incredibile: ha fatto un partito in due minuti. C’è stato un abbaglio lunghissimo, ora è finito. Questa canzone, in realtà, è cantata dalle ragazza del Pdl: le vere indignate sono loro.
Indignate da cosa?
Dalla maschera che ormai è caduta. A lui interessa solo di sé.
E dalle intercettazioni, no?
Anche, ma quando uno è innamorato è cieco. Non vede i difetti, gli puoi raccontare un sacco di cazzate, come dico nella canzone, e l’altro ti crede. Finché un bel giorno si sveglia...
Escort o mignotta?
Né l’una né l’altra. Appena dici ‘escort’, pensi a una tutta vestita bene, tacchi e tubino, pronta a salire su un aereo probabilmente di Stato. Se dici ‘mignotta’ vedi una disgraziata: tutte cose che vanno a scapito delle donne. Non mi piace. E nemmeno che oggi si parli di donne solo in chiave di sesso. La parola amore non esiste.
Eppure i politici non fanno altro che dichiarazioni d’amore all’Italia.
Amare vuol dire capire, sostenere, avere fiducia, accudire. Può un uomo che dice del’Italia ‘è un paese di merda’, amarla?
Così sicuro che le donne diranno no a Berlusconi?
Massì. Ha detto troppe bugie, non è più credibile.
La sua canzone L’ottimista era dedicata a Craxi. Di che anno era, così per fare due conti sui tempi?
Direi del 1983. Guardi che Craxi mi temeva, aveva cercato un sacco di volte di conoscermi. E una volta mi ha fatto pure capoccella.
Capoccella?
Aspetti. Io conoscevo bene Paolo Portoghesi: una sera m’invitò a cena e c’era Craxi, ma io non lo sapevo. Lui aveva paura di incontrarmi, per via della canzone. Entrando in casa, mi giro e mi trovo Craxi che mi spia furtivo. Come fanno i ragazzini. Quello che non gli ho detto quella sera... avevo predetto un sacco di cose.
Altre profezie in musica?
In questo mondo di ladri: ‘In questo mondo di debiti, viviamo solo di scandali e ci sposiamo le vergini’. Era l’88, Tangentopoli sarebbe arrivata nel ‘92.... Ma soprattutto era lontana l’idea che fossimo tutti nelle mani delle banche. Mi presi del qualunquista da tutti, anche da sinistra.
In Compagno di scuola dice: “Ti sei salvato o sei andato in banca pure
tu”. Oggi?
Oggi il bancario non va più di moda, piacciono molto i banchieri.
Berlusconi-Craxi: stesso epilogo?
Il premier farà la fine che deciderà. Mi auguro solo che sia civile. Abbiamo erroneamente pensato che Craxi fosse più potente di Berlusconi, cioè che la politica fosse più forte dell’economia. Il clou della mia canzone è ‘Silvio, che farò senza di te?’. Una domanda dedicata alla sinistra. Il vero problema è: ci sarà un’alternativa reale a Berlusconi?
Idee per farcela?
Il Pci si reggeva sugli iscritti, e vabbè sì, anche su qualche finanziamento. Ma la partecipazione era la chiave, perché diventava sottoscrizione: lo stesso meccanismo del Fatto e di Santoro. Quando i segretari del partito hanno smesso di andare a salutare le cuoche delle feste dell’Unità, si è rotto tutto. La politica cerca sostegno attraverso le lobby, le cricche, i poteri economici. Insomma, cerca sponsor. Ma è la strada sbagliata.