Antonella Mascali, il Fatto Quotidiano 26/10/2011, 26 ottobre 2011
VERONICA, L’ULTIMA OSSESSIONE
Veronica Lario, dal marito (in via di separazione), Silvio Berlusconi, negli ultimi anni ha subito molte umiliazioni pubbliche. Adesso deve affrontare un altro colpo basso: la norma, nascosta nel decreto Sviluppo, che cambierebbe i parametri per l’eredità. Chi la conosce, dice che la ferisce “profondamente” perché può toccare i suoi tre figli, Barbara, Eleonora e Luigi, avuti dal premier durante la loro unione lunga 30 anni. Più che una norma “anti Veronica”, come qualcuno l’ha ribattezzata, chi è più vicino alla signora Lario, ma che non vuole apparire, la vede come una norma “punitiva” per gli ultimi tre figli, meno considerati di Marina e Pier Silvio.
L’ennesimo codicillo ad personam, se passasse, potrebbe consentire ai figli della prima moglie, quando il padre non ci sarà più, di restare al comando dell’impero del Biscione. Invece, con la legge attuale sulla “legittima”, il timone sarebbe di Veronica, se ancora moglie, pur separata, e dei suoi tre figli. Attualmente, infatti, il 50% del patrimonio di chi fa testamento va diviso in parti uguali tra i figli, il 25% va alla moglie e l’altro 25% può disporne a suo piacimento. Con la nuova norma le cose cambierebbero. Del 50% destinato ai figli, solo il 25% deve essere diviso in parti uguali. Chi fa il testamento può disporre non più del 25, ma del 50% a suo piacimento. Dunque il gioco a favore dei figli Marina e Pier Silvio è fatto.
E se questa norma si legge alla luce della separazione giudiziale, in corso tra Lario e Berlusconi, ecco che appare anche come una forte pressione su Veronica che finora non ha accettato quanto offerto dal marito per divorziare. Il 21 ottobre 2010, nel pieno della separazione più famosa d’Italia, l’avvocato Maria Cristina Morelli ha depositato al Tribunale civile di Milano una memoria integrativa per ribadire le richieste della sua cliente: un assegno di mantenimento di 3 milioni e mezzo al mese e la villa di Macherio, dove Veronica ha sempre vissuto con i figli. Pochi mesi prima, a maggio, invece, la separazione sembrava cosa fatta. La coppia si era accordata per un assegno di 300 mila euro al mese e l’usufrutto della villa di Macherio. Ma sulla cifra per mantenere villa Belvedere sarebbe tramontata l’intesa. E si è tornati alla via giudiziale che a Berlusconi non va proprio giù. I soldi da dare alla moglie, lo ossessionano quanto quelli che ha dovuto dare al “nemico ” Carlo De Benedetti. Il 9 dicembre 2009 al telefono con Giancarlo Innocenzi dell’Agcom diceva: “Mi stanno attaccando da tutte le parti sul piano patrimoniale, sai quanto ha chiesto mia moglie di mantenimento al mese? Tre milioni e seicentomila euro al mese che fanno 45 milioni l’anno...”
QUELLA di Silvio e Veronica è diventata, inevitabilmente, una saga familiare e politica. Tutto precipita pubblicamente dopo la notizia di “Papi” a Casoria, al compleanno della neo diciottenne Noemi Letizia. Il 28 aprile 2009, all’Ansa, Veronica Lario parla di “ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere” (riferendosi alle liste del Pdl per le europee), di “vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo ”. Berlusconi lo definisce “un uomo che sta male”.
O è una veggente o è a conoscenza dei bunga bunga del marito che emergeranno durante l’inchiesta della Procura di Milano, nell’autunno 2010. Il 3 maggio 2009 fa sapere che si separerà: “Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale”, riporteranno alcuni quotidiani. “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”. A quanto pare, l’ultima volta che la coppia si è incontrata è stata il 30 gennaio 2010 a Milano, in Prefettura, con i rispettivi avvocati.
Ora, l’ultimo puntata di questa saga sembra essere la norma per ridimensionare i loro tre figli. Anche se Barbara si era appellata al padre dopo le notizie sulle vere o presunte rivalità con Marina e Pier Silvio. Dice a Vanity Fair nel-l’agosto 2009. “A oggi non c’è nessuna lotta. E se mio padre è uomo giusto ed equo, non ce ne saranno nemmeno in futuro”. Il futuro, per Barbara, è stato diverso da come lo voleva. Invece che un posto nel Cda della Mondadori, tanto amata, ma guidata da Marina, si è dovuta accontentare di una poltrona nel Cda del Milan.
E come sempre accade per le leggi ad personam, le conseguenze sarebbero per tutti i cittadini. Laura De Rui, avvocato e socia fondatrice della camera minorile di Milano è preoccupata: “La legittima è una garanzia per i figli nati dentro o fuori dal matrimonio. Limitando la libertà di chi deve disporre del proprio patrimonio, assicura ai figli un trattamento paritario, pur non essendo ancora identico per i figli naturali”. Anche chi, come l’avvocato matrimonialista, Alessandro Simeone, è per l’eliminazione della legittima, prevede delle ricadute negative: “La norma rischia di creare un aumento del contenzioso ereditario, già spaventoso. Meglio sarebbe stato deregolamentare la legittima. Invece, una norma scritta così, sembra ritagliata per il premier”.