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 2011  ottobre 25 Martedì calendario

La salvezza arriva sulle ruote di una Harley - Apri il loro sito e leggi subito: «Let’s ride, for Christ’s sake»

La salvezza arriva sulle ruote di una Harley - Apri il loro sito e leggi subito: «Let’s ride, for Christ’s sake». Ecco i soliti bikers, che imprecano e nominano invano il nome del figlio di Dio. Poi ti fermi un attimo e capisci che no, fanno proprio sul serio: i motociclisti della Freedom Biker Church vogliono davvero girare il mondo su due ruote a maggior gloria di Gesù, al punto che mandano persino i missionari in India per convertire gli infedeli. Loro, che indossavano i giubbotti di pelle degli Hells Angels e non si divertivano se qualcuno non ci restava secco, sono diventati testimoni della parola di Dio. Perché in fondo, se San Paolo è caduto da cavallo sulla via di Damasco per diventare l’apostolo delle genti, un biker può tranquillamente cadere dalla sua Harley Davidson sulla via di Angier, North Carolina, e rialzarsi convertito alla buona novella del Vangelo. Pare un film, e invece è una storia vera, che filtra già sui media americani come Salon. E’ la vicenda di Mike Beasley, che da ragazzo faceva il biker a tempo perso: «Quando ero giovane - confessa - ho combinato la mia buona porzione di diavolerie». Arrivato alla soglia dei trent’anni, però, Mike aveva cominciato a riscoprire il suo interesse per la spiritualità. Si era tagliato la coda di cavallo, aveva preso a frequentare il seminario, e per farla breve era diventato un pastore battista. La passione per le moto, però, non gli era passata, e soprattutto la voglia di libertà che viene insieme al modello di vita dei bikers tipo «Easy Rider». Così la sera, finite le funzioni in chiesa, correva a casa a cambiarsi e partiva con la moglie Charlene per lunghe corse sulla strada: «Avevo cercato qualche congregazione che mettesse insieme le due cose, ma non ero riuscito a trovare nulla. Al massimo qualcuno che faceva un giro in moto e alla fine leggeva un versetto del Vangelo. Va bene, e poi?». Mike voleva «roba vera», come ripete in continuazione ai suoi fedeli, perché era convinto che «Gesù salva anche i bikers». Così, nel 2006, aveva deciso di fondare la sua chiesa: la Freedom Biker Church. Un luogo dove anche i motociclisti più scalmanati delle gang americane potessero incontrare Dio, ma a modo loro. All’inizio si era limitato ad alzare una tenda, piazzata strategicamente tra due concessionari di Harley a Raleigh, nella Carolina del Nord. Offriva caffè gratis e lezioni sulle scritture. Siccome la cosa funzionava, aveva cercato un edificio dove sistemarsi, finendo in una vecchia stalla di Angier. Oggi quella stalla è diventata la casa madre di una Chiesa che ha sette parrocchie nella Carolina del Nord e del Sud, una in Virginia, una in West Virginia, una in Mississippi, una a Vancouver e una in costruzione in Colorado. Durante la messa i fedeli ammettono di aver «servito Satana» e cantano la versione rifatta dai Guns ’n’ Roses di «Knocking on Heaven’s Door» di Bob Dylan. Poi raccolgono le offerte, dentro uno stivale da motociclista. Però si commuovono fino alle lacrime, quando Beasley li assicura che Dio ha riservato un posto in paradiso pure per loro: «Il moto perpetuo è buono per chi va in moto, ma anche per chi vuole diffondere il messaggio di Cristo». Domenica scorsa, infatti, quattro missionari della Freedom Church sono andati in India per regalare due Yamaha a colleghi predicatori locali, che altrimenti dovrebbero camminare a piedi oltre venti chilometri per raggiungere i loro fedeli. I seguaci di Mike sono l’avanguardia di un movimento di born-again bikers, motociclisti convertiti, che si sta diffondendo nel Sud degli Stati Uniti. È un fenomeno a cui anche le forze dell’ordine guardano con interesse, perché le gang restano un problema serio in tutto il Paese. Basta leggere le ultime notizie di cronaca nera, che riportano la caccia in corso in California al biker Steve Ruiz, un membro degli Hells Angel accusato di aver ammazzato il collega Steve Tausan, durante il funerale del capo dei biker di San José Jeffrey «Jethro» Pettigrew, ucciso pure lui nel corso di una rissa dentro un casinò del Nevada. Se davvero questo movimento dei bikers convertiti riuscisse a portare un po’ di calma tra le gang, parecchie persone tirerebbero un sospiro di sollievo. Perché come diceva Dylan Thomas, qualche certezza nella vita bisogna pur averla: se non quella di amare bene, almeno quella di non amare per niente. Addio Dylan, gli ex diavoli della Freedom Biker Church hanno scelto di correre lungo la retta via.