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 2011  ottobre 25 Martedì calendario

Nichi il «veggente»: sa prevedere le inchieste - Il preveggente. Fra le qualità del governatore pugliese, la più sorprendente è quella relativa alla conoscenza delle inchieste dei pm della sua regione, che Nichi Vendola, come D’Ale­ma nel caso della «scossa», sembra «vedere» in anticipo

Nichi il «veggente»: sa prevedere le inchieste - Il preveggente. Fra le qualità del governatore pugliese, la più sorprendente è quella relativa alla conoscenza delle inchieste dei pm della sua regione, che Nichi Vendola, come D’Ale­ma nel caso della «scossa», sembra «vedere» in anticipo. Non si dica a Nichi e a Max che ciò è dovuto alle buone entrature del centrosinistra nella procura di Bari. Sì,l’ex pm Emiliano è di­ventato sindaco col Pd, l’ex pm Nicastro, che indagò per anni sul ministro Fitto, è assessore nella giunta Vendola, il pm in aspettativa Caro­figlio è parlamentare del Pd, sua moglie Fran­cesca Romana Pirrelli si è occupata di reati di pubblica amministrazione, l’ex pm Maritati (quello che si informa direttamente col pm Scelsi sui dalemiani coinvolti nel caso Taranti­ni) è senatore del Pd. Ma perché pensar male? QUELLE TANTE COINCIDENZE Ovviamente sono coincidenze.Come l’anti­cipazione dell’inchiesta a carico di Fitto, rivela­ta da Vendola nel 2005 alle telecamere di Tele­rama , che un anno dopo si seppe esser stata da­ta a poche ore dall’iscrizione del ministro sul registro degli indagati. Lasciamo stare poi la coincidenza della celerità con cui Vendola, d’accordo con Tedesco, a tre ore dall’agenzia di stampa che rivelava l’inchiesta sull’assesso­re alla Sanità ( oggi senatore Pd) annunciò la de­fenestrazione del fidato assessore. E lasciamo stare pure la insolita richiesta di «accesso agli atti» fatta al pm Scelsi dal successore di Tede­sco alla Sanità, Tommaso Fiore, che per «verifi­che interne» chiede e ottiene dal pm, a luglio 2009, parte degli atti d’indagine. Guardiamo, invece,negli atti dell’inchiesta di Tedesco i tan­ti riferimenti, preveggenti pure questi, che esponenti del centrosinistra pugliese fanno al lavoro dei magistrati di Bari. LA TRADECO E «QUELLA COSA» Una delle magagne di Tedesco riguarda un appalto di smaltimento rifiuti, nel quale per la procura l’assessore avrebbe «sponsorizzato» la ditta Tradeco. A margine, emergono altri ru­mors . Per esempio, in una telefonata di novem­bre 2008 con l’assessore, il perito Antonio Co­scia, che a verbale si definisce «vicino al centro­sinistra », e «accreditato come persona di fidu­cia di forze dell’ordine e di alcuni magistrati», rassicura Tedesco che un’acquisizione atti av­venuta nella Asl barese riguardava la Tradeco e non «quella cosa». Gli inquirenti chiedono a Coscia cos’era «quella cosa», e il testimone re­plica: «Quello che lo poteva preoccupare... al­lora si parlava sempre delle indagini». L’AVVISO DI GARANZIA «POLITICO» Il consigliere regionale Pd De Caro a maggio 2008 chiama Tedesco:«Albe’ mi è arrivata una telefonata di Possin, che dice che si è diffusa una notizia politica, non giudiziaria, relativa a un avviso di garanzia che avresti presto tu». LE «CARTE» DI NICHI CONTRO TEDESCO Il 10 giugno 2008, Tedesco chiama il sindaco di Bari, all’epoca segretario regionale del Pd, Emiliano.Che gli rivela l’intenzione di Vendo­la di farlo fuori o di tenerlo «sotto scacco» con «carte». Tedesco: «Me lo ha detto il capo di gabi­netto (...) mi ha fatto capire che le carte gli era­no state date dagli ambienti del Pd ». Emiliano: «(...) io invece temo un’altra cosa (...) sostan­zialmente voglia tenerci in scacco su alcune co­se ». Il 21 giugno, stessi interlocutori, Tedesco aggiunge che Vendola gli ha detto di aver sapu­to da Zazzera ( Idv) «che a settembre riprende­rà un’offensiva nei miei confronti che sarà an­che di carattere giudiziario». VENDOLA E LE INTERCETTAZIONI Il 6 febbraio, tramite Ansa , Tedesco scopre di essere indagato e si dimette. Tre giorni do­po, al telefono con Vendola, scopre qualcosa di più. Vendola: «Ci sono molte intercettazio­ni, molte tue in cui parli male di Lea (Cosenti­no, direttore dell’Asl di Bari,in rotta con Tede­sco e scaricata da Vendola, ndr ) ». Sui giornali non c’era traccia di indiscrezioni sulle intercet­tazioni, come faceva a saperlo? Il successore di Tedesco, Fiore, vedrà «ufficialmente» parte delle carte solo 5 mesi dopo. Ma già il 9 settem­bre 2008 il direttore dell’Asl Bat, Polemio, dice al braccio destro di Tedesco, Mario Malcangi: «Un amico mi ha detto che mercoledì Alberto si dimetterebbe per anticipare la procura...». E quando Malcangi chiede al fratello oculista di Vendola, Enzo, se è vero che Nichi voglia sosti­tuire l’assessore, si sente rispondere: «Mario, no comment. Quattr’occhi». Lo stesso Enzo Vendola, il 7 ottobre, è ancora più esplicito con Malcangi: «Non possiamo parlare più per tele­fono di questi fatti (...) perché l’aria si è fatta proprio irrespirabile, capito?».