Manuela Campanelli, Corriere della Sera 25/10/2011, 25 ottobre 2011
DOVE SONO TORNATE LE RONDINI: CAMERUN E NIGERIA
L’estate è finita, ma dove sono andate le rondini? Che strada percorrono per arrivare in Africa? Dove si fermeranno? A queste domande ora c’è una risposta, almeno per le rondini che si riproducono in Pianura Padana e nella Svizzera meridionale.
«Oggi si sa che partono per il Camerun, la Nigeria e il Gabon per arrivare in aree molto circoscritte dove si fermano per due o tre mesi, diventando residenti» spiega Nicola Saino del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Milano componente del «progetto Interreg» che coinvolge alcuni parchi del Piemonte. «La loro scelta è dettata dalla necessità di svernare in habitat favorevoli per la muta delle penne, che sono costituite soprattutto di proteine. Il piumaggio rappresenta il 40 per cento del "peso secco" di una rondine».
Se le rondini cominciano a non avere quasi più segreti, il merito è di leggerissimi strumenti, del peso di 0,6 grammi, messi a punto dalla Swiss Volgelwarte e applicati, come uno zainetto, a 300 rondini a luglio del 2010 e rimossi la scorsa primavera. Ora i risultati. «Un’unità di memoria, collegata ad un sensore di luce — precisa Saino —, ha registrato di continuo la luce ambientale consentendo di determinare la durata del dì fra l’alba e il tramonto, e l’ora del mezzodì rispetto a un meridiano di riferimento. Poiché queste variabili astronomiche hanno, per ogni luogo sulla Terra, un valore unico e diverso per ogni giorno dell’anno (a parte agli equinozi), si sono così potute conoscere la latitudine e la longitudine alla quale ogni rondine si trovava in ogni giorno».
Grazie a questo metodo del tutto originale oggi sappiamo che la loro rotta è Nord-Sud e attraversa il Sahara secondo la minima ampiezza. Il volo primaverile è più rapido perché il tempo per la riproduzione è limitato. Anche i «giovani», quando ritornano nelle nostre regioni, scelgono senza indugio il luogo dove nidificare, quasi l’avessero individuato appena involati, l’estate precedente.
Manuela Campanelli