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 2011  ottobre 25 Martedì calendario

IL DIRITTO DI ASSUMERE GLI «INCLINI AD OBBEDIRE»

“A.a.a. cercasi persone inclini al buonsenso”. Che sembra facile, ma non lo è se solo dai un’occhiata ai commenti che da un paio di giorni accompagnano - velenosi e scandalizzati - un annuncio lavorativo pubblicato dal Centro per l’impiego di Livorno. Un’offerta come tante («Ditta ingrosso componenti meccaniche cerca tirocinante per gestione magazzino»), ma con un dettaglio (legittimo, ma forse scritto con un po’ di superficialità) che ha mandato in agitazione chi ragiona d’istinto, più con rabbia che con il cervello. Eccolo (il dettaglio): «Il lavoratore deve sentirsi incline alla subordinazione, al rispetto dei regolamenti aziendali e delle disposizioni impartite». Francesca Santi, 33 anni, sceneggiatrice di fumetti, ha letto la particolare richiesta sulla pagina del «Cercalavoro» di un giornale locale di Livorno e l’ha postata sul suo blog “Spremuta d’inchiostro”. Dando il via agli insulti e alle offese dei commentatori. Incline alla subordinazione. Embè? Che c’è di tanto strano? Cosa perplime e mette in agitazione gli indignados del lavoro? La richiesta di subordinazione? O il fatto di dover essere «inclini»? In entrambi i casi non c’è proprio nulla di anomalo. Niente di folle, alcuna ombra da interpretare pensando che dietro ci sia un messaggio particolare o l’intenzione di sfruttare chissà chi o bla bla bla. No, non facciamoci travolgere dalla dietrologia. Semplicemente, è un modo chiaro e diretto per essere trasparenti: hai una personalità spiccata, sei uno cui non va bene nulla, un ribelle, un reazionario? Bene, non è il lavoro che fa per te. Semplice, no? E non buttatela sulle menate e le interpretazioni socio-lessicali. Che poi essere inclini (dal vocabolario Zingarelli) significa «essere favorevoli, disposti». Mica succubi o schiavi, zerbini o leccaculo. Ed essere subordinati in un posto di lavoro (e ci tocca quasi a tutti, anche a noi che abbiamo un pessimo carattere e vogliamo sempre farci rispettare) è quasi la norma, lo dice la parola stessa (un po’co - me quella volta che un direttore spiegò - con cinismo e ironia - a un precario cui non veniva rinnovato il contratto: «Se avevi un contratto a termine significa che doveva terminare») e se date un’oc - chiata alla definizione capirete meglio: “il lavoro subordinato è definito dall’art. 2094 del Codice Civile, attualmente è la forma lavorativa più diffusa nel mondo economico ed è la figura di lavoro posta al centro del Diritto del Lavoro”. Eppure, a molti non sembra vero e questa è l’occasione perfetta per generalizzare. «L’impressione - ha detto l’asses - sore provinciale al lavoro Ringo Anselmi, ex segretario regionale Fiom in Toscana e Emilia - è che non ci siano più regole nel mercato del lavoro. I rapporti di lavoro hanno semprepiù bisogno di normative serie, altrimenti il rischio è che l’azienda chieda ciò che le pare e nessuno controlli. In questo caso si trattava di un tirocinio, che servirebbe ad aiutare a trovare lavoro, non a sfruttare le persone». Già, sfruttare le persone. E se invece il vero sfruttamento (e mancanza di rispetto del lavoratore) fosse in altri tipi di annunci? Tipo, tanto per fare un facile esempio, quelli che - indipendentemente dall’im - piego offerto - richiedono simpatia e bella presenza? Se ne trovano a migliaia e gustatevi questo per avere un’idea: «Cerchiamo una ragazza di bella presenza per mansioni amministrative e servizio allo sportello bancario nella nuova filiale di prossima apertura. Requisiti: serietà. Bella presenza. Età massima 30 anni. Chi fosse interessata può inviare 3 fotografie e curriculum vitae al nostro indirizzo. Importante: le domande prive di fotografie non saranno prese in considerazione ». Eh? O sei gnoccaonon vieni presa, chissenefrega se sei brava. Ma certo, le fregature negli annunci sono altre e a volte viene addirittura da ridere. Leggete un po’ questo in cui - come dire - si cercano venditori inclini allo stakanovismo. «È richiesta disponibilità e flessibilità nelle mansioni, disponibilità al lavoro full time dal lunedi al sabato. Durante la stagione estiva potrebbero essere richieste delle domeniche». Urca, full time da lunedì a sabato. Più la domenica...Buon lavoro.