Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  ottobre 25 Martedì calendario

LA NOSTRA CASTA INCASSA SOMME DA RECORD

Sacrifici sì, ma non per tutti. Soprattutto dalle parti diCamera eSenato. Mentrea Palazzo Chigi - spintonati dall’Unione europea - si studia come tagliare baby pensioni, trattamenti anticipati di anzianità e di reversibilità, in Parlamento si lima qualcosa ai vitalizi dei signori onorevoli. Ma poco più. Al 65esimo anno dietà (a 60 se si ha più di una legislatura) si può fare domanda e incassare un vitalizio che varia: dai 2.486 euro per chi ha 5 anni di mandato lievita a 4.973 per 10 anni, fino a sfiorare i 7.460 euro (per fortuna lordi) come tetto massimo. Non male considerando che nel raffronto con Francia, Germania e Gran Bretagna riusciamo a staccare l’assegno più consistente di tutti. È pur vero che i nostri parlamentari versano alFondovitalizidel ramoparlamentare di appartenenza un contributo mensile (deducibile dal reddito) di ben 1.006 euro al mese. Tanto, poco? È tutto da vedere, considerando che un parlamentare francese al termine delprimomandato(ma a 62 anni) incassa un assegno di 780 euro, un quarto di un italiano. Un tedesco 961 euro (un terzo), mentre un inglese porta a casa solo 530 euro.