Mariolina Iossa, Corriere della Sera 26/10/2011, 26 ottobre 2011
ROMA —
«Una sola cosa possiamo dire: i fenomeni meteorologici come quelli che coinvolgono l’Italia in queste ore e che la gente comune avverte come straordinari, sono diventati in realtà fatti ordinari. È dal ’93 che nubifragi come quelli di ieri si vanno intensificando. Poi accade che piova moltissimo a Roma, il maltempo provoca danni e la gente si accorge che il clima sta cambiando. In aperta campagna non se ne accorgerebbe quasi nessuno».
Giampiero Maracchi, direttore dell’istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze, dice che dobbiamo abituarci. Le forti piogge non diminuiranno in futuro, al contrario continueranno a intensificarsi.
Professor Maracchi, che cosa sta succedendo?
«Niente che non stia accadendo già da almeno 15 anni. I mari, gli oceani si sono riscaldati, la temperatura alta delle acque provoca una maggiore umidità, più vapore nell’atmosfera e quindi un maggior rischio di precipitazioni anche forti. La causa degli oceani più caldi è l’effetto serra, c’è più carico di acqua nell’aria».
Che cosa si può fare per invertire la rotta?
«Penso che allo stato attuale sia difficile credere che si possa invertire sensibilmente la rotta. In cento anni abbiamo più che raddoppiato il consumo di energia. Dobbiamo abituarci: sono 15 anni ormai che i danni da maltempo ci costano in media 4 miliardi di euro all’anno».
Che cosa dobbiamo aspettarci per novembre?
«Molta pioggia. Ma le previsioni non sono scienza esatta, possiamo dire che pioverà ma fino a una, due ore prima non possiamo dire con esattezza dove cadrà la pioggia, e ripeto se piove molto a Roma fa notizia, in aperta campagna meno. Comunque sarà un novembre piovoso».