Paolo Valentino, Corriere della Sera 26/10/2011, 26 ottobre 2011
ROMA —
«L’Italia è stata sempre stimata in Germania, anche perché i due Paesi hanno fatto il salto nella modernità allo stesso tempo e alla stessa velocità nel dopoguerra. Ma ora si è creato uno scarto: da un lato c’è una cancelliera e un governo stabili, che agiscono in modo razionale. E dall’altra un premier debole, che si muove in modo del tutto irrazionale. C’è una sfiducia crescente oggi in Germania verso l’Italia proprio a causa di questo squilibrio, ma allo stesso tempo c’è la convinzione che bisogna fare di tutto perché l’Italia rimanga nell’Eurozona, altrimenti sarebbe una catastrofe per tutti».
Thomas Schmid non è soltanto il direttore del quotidiano Die Welt. Già responsabile della pagina culturale della Frankfurter Allgemeine Zeitung, tempio della Geistigelite, l’intellighenzia tedesca, è anche uno dei giornalisti berlinesi che meglio conoscono il nostro Paese, di cui parla correntemente la lingua e da anni segue con passione le vicende politiche e sociali. Di più, Schmid ha scelto l’Italia come suo buen retiro, trascorrendo tutti i momenti di riposo nella casa che da anni possiede in Liguria.
Abbiamo definitivamente esaurito il nostro credito di affidabilità agli occhi dei tedeschi?
«No, l’immagine tradizionale che la Germania ha dell’Italia non è ancora cambiata radicalmente. Ma sottolineo non ancora. C’è ancora grande comprensione, pazienza e interesse nei confronti del vostro Paese. Che la situazione italiana abbia spesso avuto un elemento caotico, ha sempre costituito motivo di ammirazione da parte nostra, specie nei momenti in cui anche la Germania ha conosciuto momenti politicamente confusi».
Ma all’inizio parlavi di uno scarto…
«Certo. È un fatto che da quasi vent’anni, cioè dalla fine del sistema dei partiti, l’Italia non sia riuscita darsi una nuova e stabile struttura politica e questo lascia stupiti i tedeschi. Le ripetute vittorie di Berlusconi, più volte sconfitto e più volte tornato al potere, sono state per un periodo agli occhi di molti tedeschi la conferma che gli italiani fossero inclini all’ottimismo, a credere a un uomo politico che si diceva sicuro di poter riformare il Paese. Trovavamo tutto questo interessante. Berlusconi era sicuramente bizzarro, ai nostri occhi la sua retorica anticomunista era un pezzo di antiquariato politico, del tutto anacronistico. Ci incuriosiva la possibilità di creare dal nulla un partito, un movimento tagliato su misura sulla persona».
E poi cos’è successo?
«È successo che il bilancio di Berlusconi dopo molti anni al governo è fallimentare, su tutti i punti essenziali ha concluso poco o nulla. Non ha mantenuto nessuna delle sue promesse e questo ha a che fare con la fragilità e la mancanza di omogeneità politica della sua coalizione: per noi è impensabile che ci sia un’alleanza tra un partito che vuole l’unità nazionale e un partito che apertamente la rifiuta. A occhi tedeschi, questo non è politicamente accettabile».
Che ruolo hanno avuto nel giudizio dei tedeschi gli scandali a sfondo sessuale che hanno coinvolto Berlusconi?
«Beh, un uomo di oltre settant’anni dovrebbe starsene più tranquillo, altrimenti diventa grottesco. Ma non è questo il punto essenziale, il nodo è l’inefficacia del governo Berlusconi. Certo, ed è l’altra faccia del problema, quando uno si trova davanti un governo così debole, è stupefacente che l’opposizione non sia in grado di creare un’alternativa credibile e darsi una guida unitaria».
Berlusconi conferma i classici stereotipi teutonici sull’Italia, per esempio che tedeschi amano gli italiani ma non li stimano?
«Sicuramente lo ha fatto, lo fa. Ma nel corso del tempo li ha messi in scena in modo sempre più assurdo e grottesco, al punto che oggi sono motivo di grave preoccupazione. Faccio un esempio: la cancelliera Merkel ha sempre detto che Berlusconi è fatto a modo suo, fa uscite un po’ bislacche, ma in fondo è un alleato affidabile. Ecco, posso dire con certezza che non è più così. Tra i leader europei, Berlusconi non è più preso sul serio, è diventato una specie di paria e questo è molto grave perché l’Italia rimane un Paese fondamentale per il progetto europeo».
Ha visto la conferenza stampa di Merkel e Sarkozy?
«Ne ho visto alcuni passaggi. E capisco che in Italia sia stata presa così male. A livello di capi di Stato e di governo, in queste uscite pubbliche bisognerebbe evitare atteggiamenti ironici e men che meno di dileggio nei confronti di un partner europeo. Ma bisogna anche capire le ragioni dell’esasperazione di Sarkozy e Merkel: l’Italia in questo momento non si sta comportando in modo serio nel consesso europeo».
Paolo Valentino