Maurizio Lupo, La Stampa 20/10/2011, 20 ottobre 2011
Franz Listz, dal 1847 innamorato della principessa polacca Carolina Von Sayn-Wittgenstein, le scrive: «Pensate che io vivo solo per vostro merito, come spero che vivrò solo per voi»
Franz Listz, dal 1847 innamorato della principessa polacca Carolina Von Sayn-Wittgenstein, le scrive: «Pensate che io vivo solo per vostro merito, come spero che vivrò solo per voi». La donna contraccambia: «Buon giorno, angelo mio! Vi amo e vi adoro dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina». Bella e spiritosa, costretta al matrimonio a 14 anni con l’anziano principe Nicola Wittgenstein, da lui ha avuto una figlia di nome Maria ma ormai vivono separati. Abita a Roma e il 20 ottobre 1861 Liszt arriva in città con l’intenzione di sposarla al più presto, non appena l’amata, molto cattolica, avrà l’annullamento del matrimonio, come richiesto a papa Pio IX: il marito, protestante, ha già ottenuto il divorzio. Il pontefice, dietro le pressioni della famiglia di lei, ritarda la decisione. Nel 1864 muore il principe Nicola Wittgenstein e Carolina spera di potersi finalmente sposare con Liszt che invece, nel 1865, prende i voti.