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 2011  ottobre 22 Sabato calendario

L’ ITALIA VISTA DALL’ INGHILTERRA L’ INGHILTERRA VISTA DALL’ ITALIA

Vorrei chiedere il suo parere sui giudizi che i giornali (e non solo) del Regno Unito danno nei nostri confronti. Evitiamo la politica; tuttavia anche sull’ economia in Inghilterra ci considerano dei «primitivi», poco più che degli accattoni. Eppure, essendo molto informati gli inglesi non possono non vedere la loro deriva industriale, dove ormai non esiste più nulla «made in England» se non gli alcolici. E inoltre hanno una sbalorditiva finanza che ormai è divenuta un covo di briganti con il colletto bianco. È vero, hanno una grande tradizione politica e una classe dirigente adeguata a quello che fu un grande impero, ma che ormai è soltanto un ricordo!
Vittorio Guerrini
vittorio.guerrini@gmail.com
Caro Guerrini, non è vero che i giudizi della stampa britannica sull’ Italia siano sempre sommari e sprezzanti. E non è vero, in particolare, che i migliori giornali ignorino le virtù di una economia che ha avuto, prima di attraversare un momento difficile, parecchie fasi molto brillanti. Negli anni Sessanta, per rinnovare un Paese ricco di tradizioni ma esteticamente invecchiato, gli inglesi studiarono attentamente il design italiano. E negli anni Settanta, mentre l’ economia britannica soffriva di due mali apparentemente contraddittori (stagnazione e inflazione), il governo di Londra promosse uno studio sull’ Iri e creò un ente che era destinato a esercitarne in parte le funzioni. I giudizi a cui lei si riferisce appartengono soprattutto allo stile dei tabloid, i giornali popolari con titoli «gridati», donne nude, scandali, rivelazioni, pettegolezzi, maldicenze. Ma sono altrettanto insolenti e taglienti nei confronti della Francia, della Germania e, più generalmente, dell’ intera Unione Europea. Il Paese che ne esce peggio, tuttavia, è proprio la Gran Bretagna. Se il nostro metro di giudizio per il Regno Unito fosse la lettura quotidiana del Sun o, prima della sua chiusura, quella del settimanale News of the World , dovremmo giungere alla conclusione che il Regno Unito è un Paese allo sbando, popolato da teppisti, ubriaconi, bambini criminali, giovani male educati, banchieri impazziti, finanzieri rapaci, politici spregiudicati, nobili impigriti e membri di Casa reale che non sono sempre all’ altezza dei loro compiti. Le consiglio la lettura di un libro pubblicato in questi giorni dall’ editore Salani e intitolato «C’ è del marcio in Inghilterra». È una raccolta di bozzetti inglesi scritti da Gaia Servadio, autrice di molti documentari televisivi e libri storici, fra cui una appassionata difesa di Giovanna la pazza, madre di Carlo V. Servadio vive in Inghilterra da più di cinquant’ anni ed esprime tutta la sua amarezza per un Paese che ha molto amato e da cui si sente tradita. Credo che in questo libro, caro Guerrini, troverà una conferma delle tesi espresse nella sua lettera. Per quanto mi riguarda penso che la Gran Bretagna abbia ancora molte grandi virtù, ma soffra di un crisi molto simile a quella che affligge gli uomini e le donne quando, oltrepassata la soglia della vecchiaia, continuano testardamente a comportarsi come se fossero giovani.
Sergio Romano