Alessandro Oppes, il Fatto Quotidiano 22/10/2011, 22 ottobre 2011
QUEL POCO CHE RESTA DI UN ETA PERDUTA
La notizia più attesa nella storia della democrazia spagnola”, così Madrid celebrato la fine dell’Eta. E sono una cinquantina, non di più, un manipolo di criminali senza speranza chiamati a gestire la messa in liquidazione dell’ultima organizzazione terroristica attiva in Europa. Le forze di sicurezza spagnole (polizia e Guardia Civil) e i francesi della Gendarmerie li conoscono bene, ne seguono le tracce da tempo, tanto che la strettissima collaborazione tra Madrid e Parigi – diventata particolarmente efficace dall’ascesa all’Eliseo di Nicolas Sarkozy, che fu in passato ministro dell’Interno – ha portato negli ultimi tre anni ad assestare i colpi risolutivi alla banda: almeno otto operazioni anti-terrorismo di enorme importanza, il vertice dell’Eta smantellato a ripetizione, in tre occasioni, senza neppure dare il tempo ai separatisti di riorganizzarsi, e tonnellate di esplosivo sequestrate.
QUEL CHE RESTA dell’Eta è solo l’ombra, l’immagine sbiadita della potente struttura militare che, nata sotto la dittatura franchista, ha poi tenuto in scacco per decenni lo Stato di diritto seminando il terrore, distruggendo centinaia di famiglie nel Paese Basco come nel resto del territorio spagnolo.
Eccoli i nuovi capi di una banda ormai al capolinea. Poco importa che, nel giorno dell’addio alle armi, ripetano il solito rituale: incappucciati sì, ma immediatamente riconoscibili. La polizia non ha avuto la minima difficoltà ad individuarli. Al centro della scena, quello che legge il comunicato in spagnolo, è David Pla, 34 anni, considerato l’attuale numero uno dell’apparato politico. Un passato da militante di Jarrai, la vecchia sigla dell’organizzazione giovanile dell’estremismo basco . Poi, nel ’95, una candidatura elettorale (senza successo) nelle liste di Herri Batasuna. Ha alle spalle 6 anni di carcere per banda armata. Ad aprile del 2010 la polizia francese lo arrestò di nuovo, rilasciandolo subito dopo perché non esistevano prove contro di lui. Da allora si è dato alla latitanza, scalando subito posizioni nell’organizzazione, rimasta ormai a corto di leader.
ACCANTO A PLA, al tavolo dello storico annuncio, ci sono due donne: Iratxe Sorzabal, ritenuta il capo dell’apparato militare (che legge la versione del comunicato in lingua euskera) e Izaskun Lesaka. Non sfugge ai dirigenti dell’antiterrorismo che i tre sono considerati gli esponenti più inflessibili dell’ala dura, quelli che fino ad ora si erano dimostrati i meno inclini al negoziato. Non è un particolare di poco conto: il fatto che siano stati proprio loro a dichiarare la “cessazione definitiva dell’attività armata” fa pensare che in Spagna non si correrà il rischio – a differenza di quanto avvenne nell’Ulster con la nascita del cosiddetto “Ira autentico” – di una scissione interna capeggiata dall’ala dura con l’intenzione di proseguire, seppure solo per disperazione, l’attività criminale. L’esperienza dell’attuale gruppo dirigente della banda era così scarsa che i tre si sono dovuti servire, nei mesi che hanno preceduto l’addio alle armi, della collaborazione di vecchi leader del terrorismo, alcuni dei quali rientrati in Europa dal loro rifugio in Sudamerica . È possibile così che, tra gli artefici della svolta, ci sia stato anche l’ex numero uno dell’Eta, José Antonio Urrutikoetxea, “Josu Ternera”, che nel 2006 fu uno dei protagonisti del negoziato di pace con il governo Zapatero, ma poi venne messo in minoranza dai duri guidati dal sanguinario “Txeroki”, in seguito catturato in Francia. Proprio sotto la tutela di Josu Ternera, nei mesi scorsi David Pla aveva deciso di rinunciare per sempre alla riscossione della cosiddetta “imposta rivoluzionaria”, il pizzo che migliaia di imprenditori baschi hanno dovuto pagare per decenni per evitare di subire attentati. Da allora, la banda è in crisi anche dal punto di vista economico. Secondo la polizia, le “riserve” dell’Eta ammontano ancora a pochi milioni di euro, probabilmente sufficienti a finanziare per un anno la latitanza degli ultimi 50 terroristi. Poi, sarà davvero la fine.