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 2011  ottobre 22 Sabato calendario

L’INCIUCIO ELETTORALE TRA PD E PDL

a scena è questa: una sera a cena a casa di Goffredo Bettini, si ritrovano Walter Veltroni per il Pd e Denis Verdini per il Pdl. In mezzo Luigi Bisignani, il faccendiere protagonista nell’inchiesta sulla P4. Il tema dell’incontro è la nuova legge elettorale europea. Sbarramento al 4 per cento la decisione finale. Risultato? Taglio netto a tutti i piccoli, quindi restano a casa Radicali, Rifondazione, Sel e la Destra. Kaput. Lo rivela Vincino attraverso una sua vignetta pubblicata su il Male: “Ah, ecco un altro che vuole sapere cosa è successo! Questa storia ha scatenato un putiferio, mi hanno cercato in tanti. Ma nessun politico. Se è vero? Certo, ho una fonte diretta. E lo stesso Bettini lo conferma a Dagospia”. Vero. Sul sito la rettifica dell’ex portavoce di Veltroni: “Parlai più volte per ragioni istituzionali (in quanto coordinatore nazionale del Pd) con Denis Verdini per tentare di riformare la pessima legge elettore nazionale. E, nel solo incontro che ebbi con Verdini, non fu presente Veltroni a cui semplicemente riferivo”. Su Bisignani silenzio. Non dice niente, non smentisce. Glissa come se fosse un personaggio secondario. Eppure i pm napoletani gli assegnano un ruolo centrale nella vita politica italiana. Alcune cronache del 2009 (Maria Teresa Meli per il Corriere della sera e Fabrizio d’Esposito per il Riformista) raccontano le mezze parole, le ammissioni, le smentite dei protagonisti, in particolare lo stesso Bettini pronto, già allora, ad ammettere il contatto con Verdini, per ottenere una legge utile sia al Pd (tenere fuori la sinistra e rafforzarsi in un momento di flessione), sia a Berlusconi (respingere Storace). E ancora, questione di tempi. Subito dopo l’accordo elettorale, Riccardo Villari viene cacciato dalla presidenza della commissione di Vigilanza Rai, una poltrona che il segretario del Pd aveva cercato di riprendersi. A metà febbraio viene nominato il nuovo cda, tra questi Giorgio Van Straten, uomo di Veltroni.
L’ex segretario interviene sulla vignetta di Vincino, anche lui attraverso Dagospia: “Non sono mai stato né a cena né a pranzo né a colazione né ho mai fatto riunioni mattina, pomeriggio , sera o notte con Verdini e Bisignani”. Ma Vincino ribadisce la sua versione e assegna i ruoli, per l’inciucio della primavera-estate, anno 2009.